Ci sono film che dominano il box office e altri che riescono a lasciare un segno anche fuori dalle sale. “L’Odissea” di Christopher Nolan sembra appartenere alla seconda categoria. Il kolossal dedicato al viaggio di Ulisse ha esordito con 259 milioni di dollari incassati nel mondo in appena tre giorni, diventando uno dei migliori debutti dell’anno. Ma il vero effetto del film non si misura soltanto negli incassi: sta riportando al centro del dibattito un testo scritto quasi tremila anni fa.
L’adattamento dell’opera di Omero non è infatti soltanto un blockbuster destinato a dominare l’estate cinematografica. Sta diventando un fenomeno culturale capace di riaccendere la curiosità verso uno dei pilastri della letteratura occidentale.
Un debutto che ripaga già il colossal più costoso di Nolan
I numeri sono quelli delle grandi produzioni hollywoodiane. Nei primi tre giorni il film ha raccolto 120 milioni di dollari negli Stati Uniti e in Canada e altri 139 milioni nel resto del mondo, arrivando a 259 milioni complessivi. In Italia il debutto vale 7,5 milioni di euro, confermando il forte richiamo del regista anche nel nostro Paese.
L’incasso permette a Universal Pictures di recuperare già il budget di produzione del film, pari a circa 250 milioni di dollari. Un investimento enorme, a cui va aggiunta una campagna promozionale da oltre 125 milioni, costruita per trasformare il progetto nell’evento cinematografico dell’anno.
Girato tra Italia, Grecia, Marocco, Islanda e Scozia, il film rappresenta la produzione più imponente mai affrontata da Nolan.
L’effetto più inatteso? Il ritorno di Omero
Se i record al botteghino erano in parte prevedibili, molto meno scontato era quello che sarebbe accaduto nelle librerie.
Negli Stati Uniti sta vivendo una nuova stagione di popolarità la traduzione inglese dell’“Odissea” realizzata dalla classicista Emily Wilson, scelta proprio da Nolan come testo di riferimento per il film. Le copie stanno registrando un forte incremento nelle vendite, mentre sui social si moltiplicano fotografie, recensioni e gruppi di lettura dedicati al poema.
Secondo il Wall Street Journal, è aumentato sensibilmente anche il traffico verso Wikipedia e altre piattaforme di approfondimento dedicate all’opera di Omero. Un fenomeno insolito, che dimostra come il cinema possa ancora funzionare da porta d’ingresso verso i classici.
Lo sintetizza bene Lawrence Kim, docente di Studi Classici alla Trinity University del Texas, citato dal quotidiano americano: «Onestamente, qualsiasi cosa faccia leggere o ascoltare Omero, per me va bene».
quando i social scoprono che “L’Odissea” non è una storia originale
Il successo del film ha prodotto anche uno degli episodi più curiosi di questa estate cinematografica.
Dopo l’annuncio del progetto, numerosi utenti hanno scoperto soltanto allora che “L’Odissea” non fosse una sceneggiatura originale di Christopher Nolan, ma l’adattamento di un poema composto nell’antica Grecia.
A innescare la discussione è stato il creator americano Matt Ramos (“Supes”), che ha pubblicato uno screenshot di una ricerca Google sull’origine dell’opera. Il post è diventato rapidamente virale, trasformandosi quasi in un meme: tra battute e incredulità, migliaia di persone hanno iniziato a cercare informazioni sul poema, contribuendo involontariamente alla sua nuova popolarità.
L’episodio ha fatto sorridere molti studiosi, ma racconta anche quanto la distanza dai classici sia aumentata per una parte del pubblico contemporaneo.
Quando Hollywood trasforma un classico in un evento contemporaneo
Negli ultimi anni Hollywood ha spesso guardato ai miti antichi, ma raramente un adattamento aveva prodotto un effetto così evidente anche fuori dal cinema.
Il successo di “L’Odissea” dimostra che un grande blockbuster può ancora influenzare il mercato editoriale, il dibattito culturale e perfino le ricerche online. È un meccanismo che ricorda quello generato da alcune serie televisive capaci di rilanciare romanzi dimenticati, ma che in questo caso coinvolge uno dei testi fondativi della cultura occidentale.
Al di là dei record al botteghino, è probabilmente questo il risultato più interessante raggiunto dal film di Nolan: aver riportato Omero al centro della conversazione pubblica, dimostrando che un’opera nata quasi tremila anni fa può ancora dialogare con il pubblico del XXI secolo.
