Il cardinale Matteo Zuppi è tornato a Kiev per una nuova missione diplomatica affidatagli dalla Santa Sede. Il presidente della Conferenza Episcopale Italiana, già inviato speciale del Papa per il dossier ucraino, è impegnato in una serie di incontri con le autorità civili e religiose del Paese nel tentativo di mantenere aperti i canali del dialogo in una fase ancora segnata dal conflitto tra Russia e Ucraina.
La missione affidata dal Papa
L’obiettivo della visita è dare continuità all’iniziativa diplomatica della Santa Sede, che negli ultimi anni ha cercato di favorire contatti tra le parti in guerra su questioni umanitarie. Tra i temi al centro della missione figurano il rimpatrio dei bambini ucraini deportati in Russia, lo scambio dei prigionieri e il sostegno a ogni possibile percorso negoziale verso una pace duratura.
Zuppi aveva già compiuto missioni a Kiev, Mosca, Washington e Pechino nell’ambito dell’incarico ricevuto dal Pontefice, costruendo una rete di interlocuzioni diplomatiche che la Santa Sede continua a considerare fondamentale.
Il viaggio mentre l’Ue accelera sull’adesione di Kiev
La visita del cardinale coincide con un’importante giornata per l’Ucraina sul fronte europeo. L’Unione europea ha infatti aperto il Cluster 6, dedicato alle relazioni esterne, nel percorso di adesione di Kiev. Si tratta del secondo gruppo di capitoli negoziali aperto dopo quello sui valori fondamentali e rappresenta un nuovo passo avanti nel processo di integrazione europea del Paese.
Secondo il vicepremier ucraino Taras Kachka, con l’apertura del nuovo cluster l’Ucraina entra nella “fase finale” dei negoziati tecnici e punta a completare entro il 2027 l’adozione della legislazione necessaria per l’ingresso nell’Unione europea.
Il ruolo della Santa Sede
La missione di Zuppi si inserisce nel tradizionale impegno della diplomazia vaticana nei conflitti internazionali. Pur senza assumere un ruolo di mediazione formale tra Mosca e Kiev, la Santa Sede continua a lavorare sui dossier umanitari, ritenuti il terreno più concreto per costruire fiducia reciproca e mantenere aperti i canali di comunicazione tra le parti.
