Momenti di forte tensione a Rimini, dove un operaio di 25 anni, di origine egiziana, è salito sulla cima di una gru alta circa 25 metri nel cantiere del nuovo asilo nido di via Pindemonte, minacciando di lanciarsi nel vuoto. Il gesto sarebbe una protesta contro il mancato pagamento dello stipendio, una situazione che, secondo il lavoratore, coinvolgerebbe anche diversi suoi colleghi.
La protesta nel cantiere
L’allarme è scattato intorno alle 10.30. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco, personale del 118, polizia e carabinieri, che hanno immediatamente avviato una trattativa per convincere il giovane a scendere in sicurezza. Nonostante il caldo torrido e temperature superiori ai 35 gradi, l’operaio ha inizialmente rifiutato di lasciare la gru, deciso a portare avanti la protesta. Con il passare delle ore il giovane è sceso di alcuni metri per ricevere bottiglie d’acqua consegnate dalle forze dell’ordine e trovare riparo dal sole, senza però interrompere la manifestazione.
Ai piedi della gru si sono radunati altri lavoratori, anch’essi di origine egiziana, che sostengono di non ricevere lo stipendio da diversi mesi. I sindacati parlano di una situazione che coinvolgerebbe più operai impiegati nel cantiere e chiedono un intervento immediato per garantire il pagamento delle retribuzioni arretrate. Le forze dell’ordine stanno verificando anche la posizione contrattuale dei lavoratori e gli eventuali inadempimenti delle imprese coinvolte nei lavori.
Le trattative per farlo scendere
Per tutta la giornata sono proseguiti i contatti tra il giovane, i negoziatori della polizia e i soccorritori. L’obiettivo è convincerlo a scendere senza conseguenze, mentre l’area del cantiere è stata messa in sicurezza per consentire le operazioni.
La vicenda richiama altri episodi simili avvenuti negli ultimi anni nel settore dell’edilizia, dove alcuni lavoratori hanno scelto forme di protesta estreme per denunciare il mancato pagamento degli stipendi e le difficili condizioni di lavoro.
