Il Consiglio dell’Unione europea ha aperto il cluster 6 dei negoziati di adesione con l’Ucraina, formalizzando la decisione oggi durante la terza Conferenza di adesione Ue‑Ucraina. Il pacchetto riguarda le relazioni esterne e sposta il confronto su capitoli che richiedono allineamento politico e normativo oltre il mercato interno. È il secondo gruppo che si aggiunge al Cluster 1 sui fondamentali e consolida l’architettura del tavolo negoziale.
I colloqui di adesione sono stati avviati nel giugno 2024, mentre nel giugno 2026 gli Stati membri hanno dato il via libera ai primi capitoli sui fondamentali. Con l’attivazione del cluster 6, la trattativa entra in un ambito ad alta intensità tecnica che tocca il coordinamento diplomatico, l’allineamento con le posizioni comuni dell’Ue e gli impegni internazionali.
I negoziati di adesione dell’Ucraina nell’Ue entro il 2027
Il ministro irlandese per gli Affari europei, Thomas Byrne, ha dichiarato che “con l’apertura del cluster 6, il Consiglio ha dimostrato l’impegno dell’Unione europea nei confronti dell’allargamento“, definendo la scelta “un’importante pietra miliare“. Ha aggiunto che il processo ha ritrovato “uno slancio continuo nella candidatura dell’Ucraina dopo un lungo periodo senza progressi“, segnale di una fase più rapida nella costruzione dei capitoli già incardinati.
Byrne ha sottolineato che, “nonostante la guerra di aggressione della Russia sia oggi più letale che in qualsiasi altro momento dall’inizio dell’invasione su larga scala“, Kiev ha registrato “progressi significativi“ nell’allineamento della legislazione all’acquis dell’Unione. Da Dublino è arrivato anche un caveat: proseguire con decisione nelle riforme “in particolare nei settori fondamentali“, per consolidare i risultati raggiunti e tenere il passo con l’evoluzione del negoziato.
Kiev, la fase finale del negoziato con l’Ue
Il vice primo ministro ucraino per l’Integrazione europea ed euro‑atlantica, Taras Kachka, ha ribadito in conferenza stampa che “il nostro piano non cambia: entro la fine del 2027 vogliamo adottare e iniziare ad attuare tutta la legislazione necessaria” per l’adesione. Ha ricordato che l’Ucraina “non parte da zero“, grazie a un “elevato livello di recepimento dell’acquis europeo” maturato con l’Accordo di associazione, che costituisce la base operativa del percorso.
Kachka ha spiegato che l’avvio dei cluster segna “l’ingresso nella fase finale dei negoziati” per l’adesione dell’Ucraina nell’Ue. Sul calendario dei prossimi gruppi di capitoli ha affermato che “tutti i documenti sono pronti“ e che il passo successivo dipenderà dall’unità dei 27 Stati membri. Di conseguenza, l’evoluzione non è solo tecnica: pesa il consenso politico delle capitali, nodo che Kiev osserva con attenzione e con cui intende dialogare capitolo per capitolo.
Sullo Stato di diritto, il vicepremier ha sostenuto che “tutte le istituzioni sono operative e le riforme strutturali stanno producendo risultati“, citando la riforma della giustizia come perno dell’agenda. Da qui in avanti, la dinamica resta bifronte: l’adeguamento legislativo procede secondo tabelle condivise, mentre la decisione finale sull’apertura o chiusura dei capitoli rimane nelle mani dei Ventisette.
