Howard Hu e Josef Aschbacher hanno incontrato all’Estec dell’Esa, nei Paesi Bassi, l’equipaggio di Artemis II oggi. «Non andiamo sulla Luna senza il team dell’Esa e i nostri partner europei», ha detto Hu, citando il ruolo del Modulo di servizio europeo di Orion. Il responsabile del programma Orion della Nasa ha ringraziato il team europeo per oltre un decennio di lavoro congiunto.
Hu ha ricordato che la capsula Orion è costituita dal modulo dell’equipaggio e dal Modulo di servizio europeo, che fornisce propulsione, energia e materiali di consumo necessari alla missione, garantendo sicurezza. La collaborazione tra Nasa ed Esa è stata indicata come cruciale per il successo del programma Artemis e Hu ha chiuso il suo intervento ringraziando «il team europeo per l’eccezionale lavoro».
Modulo di servizio europeo: funzioni e risultati
Dopo il successo di Artemis I nel 2022, ha spiegato Hu, Artemis II ha confermato le capacità operative del Modulo di servizio europeo: è stato il componente che ha portato gli astronauti verso la Luna e li ha riportati sulla Terra in sicurezza. Il riferimento, per Hu, riguarda proprio le funzioni del servizio europeo, che assicurano l’energia di bordo e la spinta per le principali manovre.
Strategia europea oltre la Nasa: Moonlight e Argonaut
Il direttore generale dell’Esa, Josef Aschbacher, ha collegato l’incontro alla nomina di Luca Parmitano come pilota di Artemis III e ha definito la scelta un risultato importante per l’Europa. Ha ringraziato la Nasa e le persone coinvolte nella decisione, richiamando il contributo europeo al programma lunare americano attraverso il Modulo di servizio europeo di Orion.
Aschbacher ha inoltre evidenziato che l’esperienza maturata con Artemis e con i programmi europei Moonlight e Argonaut sta rafforzando le capacità autonome dell’Europa nell’esplorazione spaziale. Ha aggiunto che l’Europa rimarrà un partner solido, mentre lavora per aumentare la propria capacità operativa in vista delle missioni future.
La scelta di Luca Parmitano come pilota di Artemis III è stata presentata come un traguardo concreto della collaborazione Esa–Nasa e come il prossimo impegno operativo nella partecipazione europea al programma Artemis.
