11 luglio 2026 – La sospensione delle repliche estive di Report continua a provocare tensioni. E questa volta a far discutere è soprattutto la reazione di Sigfrido Ranucci, che ha affidato a Instagram un messaggio dai toni particolarmente duri contro la decisione della Rai.
“Sospendere le repliche di Report per cautelare un marchio aziendale è una decisione che rischia di avere la stessa lettura che le bombe davanti casa mia siano state messe per amore“, ha scritto il giornalista.
Una frase che richiama direttamente l’attentato intimidatorio subito dal conduttore e che rappresenta, finora, l’attacco più esplicito rivolto all’azienda dopo lo stop alle puntate d’archivio del programma.
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Perché la Rai ha fermato le repliche di Report
La polemica nasce dalla decisione della Direzione Approfondimento Rai di sospendere cautelativamente la programmazione estiva delle repliche di Report.
L’azienda ha spiegato di aver adottato la misura per tutelare «un patrimonio editoriale di grande valore per il servizio pubblico», mentre proseguono gli approfondimenti sulla vicenda che coinvolge Ranucci.
La scelta arriva infatti in un momento particolarmente delicato. Nelle ultime settimane l’attenzione si è concentrata sui rapporti tra il giornalista e Valter Lavitola, l’ex faccendiere che secondo gli inquirenti sarebbe il presunto mandante dell’attentato subito dal conduttore.
La Rai ha precisato che la sospensione riguarda esclusivamente le repliche estive e non la nuova stagione del programma, confermata per novembre.
“Si sospende la memoria di fatti importanti”
Nel suo intervento social, però, Ranucci contesta apertamente la motivazione fornita dall’azienda: secondo il giornalista, la conseguenza della decisione non sarebbe la tutela di Report, ma il suo depotenziamento.
“La conseguenza di questa decisione è che ad essere sospesa è la qualità del lavoro di una squadra, e soprattutto la memoria di fatti importanti di questo Paese“, ha scritto.
Parole che spostano il dibattito dal caso personale del conduttore al ruolo stesso del programma. Per Ranucci, infatti, le repliche non rappresentano semplice materiale d’archivio, ma uno strumento attraverso cui continuano a circolare inchieste e vicende che hanno segnato il dibattito pubblico italiano.
Ed è proprio su questo punto che si concentra oggi lo scontro: da una parte la scelta della Rai di fermare temporaneamente le repliche in attesa di chiarimenti, dall’altra la convinzione del giornalista che quella decisione finisca per colpire non lui, ma il lavoro svolto negli anni dalla redazione di Report.
