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Bomba a Pomezia, distrutte le auto di Sigfrido Ranucci e della figlia

Due esplosioni davanti alla casa del conduttore di Report. Nessun ferito. L’ordigno, secondo gli investigatori, avrebbe potuto uccidere.

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Pezzi dell'automobile di Sigfrido Ranucci

Pezzi dell'automobile di Sigfrido Ranucci | ANSA/EMANUELE VALERI - Alanews.it

Vittorio De Bellaro di Vittorio De Bellaro

Giornalista e autore per Alanews.it, si occupa di attualità, politica, economia e società con particolare attenzione all’analisi dei fatti e alla verifica delle fonti. Il suo lavoro si concentra sulla cronaca e sull’approfondimento dei temi che influenzano il dibattito pubblico, con uno stile chiaro, rigoroso e orientato alla comprensione dei fenomeni contemporanei. Attraverso articoli, analisi e contenuti multimediali contribuisce alla produzione editoriale di Alanews, seguendo i principali eventi nazionali e internazionali e raccontandoli con un approccio informativo indipendente e basato sui principi del giornalismo professionale.

Roma, 17 ottobre 2025 – Paura nella serata di ieri a Campo Ascolano, frazione di Pomezia, dove una bomba ha distrutto le auto del giornalista Sigfrido Ranucci e di sua figlia. L’esplosione, avvenuta intorno alle 22, ha scosso l’intera zona residenziale e provocato danni anche al cancello e al giardino dell’abitazione. Le due vetture, parcheggiate una accanto all’altra, sono state completamente avvolte dalle fiamme.

Gli investigatori hanno accertato che per causare la detonazione è stato usato un ordigno con un chilo di esplosivo, presumibilmente piazzato tra la vettura di Ranucci e un cancello. I residui sono stati sequestrati e verranno sottoposti ad accertamenti. Sulla vicenda sono in corso indagini dei carabinieri che stanno acquisendo le immagini delle telecamere ad ampio raggio che potrebbero aver immortalato chi ha piazzato la bomba. Dalle indagini è anche emerso che l’ordigno non è stato azionato a distanza o con un timer ma è stato lasciato, presumibilmente con la miccia accesa, tra due vasi esterni alla villetta.

Le esplosioni e i primi rilievi

Le due deflagrazioni in sequenza hanno fatto tremare la casa del conduttore di Report, che in quel momento si trovava all’interno. Per fortuna, nessuno è rimasto ferito: la figlia era passata da casa appena mezz’ora prima. Sul posto sono intervenuti i carabinieri del nucleo investigativo di Frascati e la Digos, che hanno avviato i rilievi per stabilire la natura e la potenza dell’ordigno. Gli artificieri stanno esaminando i resti delle auto per individuare eventuali tracce chimiche o meccaniche.

Gli investigatori ritengono che si tratti di un ordigno rudimentale, ma “in grado di uccidere” chiunque si fosse trovato nelle vicinanze. I danni hanno coinvolto anche vasi, piante e il cancello d’ingresso, mentre le forze dell’ordine stanno acquisendo i filmati delle telecamere di sorveglianza della zona.

Le parole del giornalista

“Poteva uccidere una persona se passava in quel momento”, ha dichiarato Ranucci al telefono, ancora scosso. Il conduttore ha confermato che presenterà denuncia formale, spiegando di voler affidare agli inquirenti una serie di elementi legati ad altri episodi recenti: “Un anno fa trovammo due proiettili di P38 fuori casa. Da mesi vivo situazioni particolari, tra cui tentativi di delegittimazione”.

La testimonianza dei vicini: “Abbiamo sentito le mura tremare”

“È stata veramente una deflagrazione troppo forte, perché noi abitiamo a due vie di distanza e abbiamo sentito le pareti che tremavano. Poi siamo corsi qua perché mia sorella abita qua”, ha commentato una vicina di casa di Ranucci. “Qui la sera i ragazzi fanno i fuochi d’artificio, ma questo era proprio forte. Hanno tremato i quadri, le finestre. Ha fatto paura, inizialmente pensavo alle macchine elettriche che vanno a fuoco, ma a una bomba proprio no”, ha aggiunto un’altra vicina.

Ranucci ha sporto denuncia

Ranucci si è recato questa mattina a sporgere denuncia dopo l’esplosione che nella serata di ieri ha distrutto la sua auto e danneggiato quella di sua figlia, parcheggiate davanti al cancello di casa a Campo Ascolano, frazione di Pomezia. “Sono in auto con la scorta dei carabinieri e sto andando a denunciare quanto accaduto”, ha dichiarato all’ANSA. Ranucci ha raccontato che la figlia aveva lasciato la vettura proprio venti minuti prima della deflagrazione: “Sembra si tratti di un ordigno rudimentale, ma bisognerà capire la natura dell’esplosivo. Con tutte le minacce che riceviamo non è semplice risalire alla matrice”.

In un video diffuso dai profili social di Report si vede la parte anteriore dell’auto del giornalista completamente distrutta e l’altra vettura, appartenente alla figlia, gravemente danneggiata. L’ordigno, collocato sotto la macchina di Ranucci, ha provocato anche lesioni al cancello e alla casa vicina. Il giornalista ha precisato che l’auto si trovava in quel punto fin dal pranzo del giorno precedente, quando era stata parcheggiata dal figlio.

“Ho sentito un boato tremendo”

Dopo aver lasciato gli uffici della Compagnia Carabinieri Trionfale, Ranucci ha raccontato di aver sentito un boato tremendo alle 22.17. “Sono riusciti a sentirlo anche i carabinieri attraverso l’audio di alcune persone, che erano in zona, che stavano registrando con il telefono in quel momento”. Sul rafforzamento della scorta, il giornalista rivela che si è già passati “alla macchina blindata”. “Chi è stato? È impossibile dirlo in questo momento: si tratta di un contesto abbastanza allargato, è su quello che sono state fatte le segnalazioni in questi mesi”.

Le micce ricevute da Ranucci

Ranucci, che vive sotto protezione dal 2014 in seguito a minacce della mafia, ha denunciato più volte un “clima di isolamento e di delegittimazione” nei propri confronti. Negli ultimi mesi aveva segnalato nuovi episodi intimidatori, tra cui il ritrovamento di due proiettili P38 davanti alla sua abitazione e pedinamenti sospetti documentati dalla scorta.

La reazione della Rai

L’amministratore delegato Giampaolo Rossi e l’intera azienda hanno espresso solidarietà al conduttore, definendo l’attacco “grave e vile”. In una nota ufficiale la Rai ha ribadito che “il ruolo del servizio pubblico è garantire dialogo, pluralismo e rispetto”, respingendo con fermezza ogni intimidazione contro i propri giornalisti. “La libertà informativa – si legge – è l’essenza vitale della nostra democrazia”.

L’intervento del ministro Piantedosi

Anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha espresso “piena solidarietà a Sigfrido Ranucci e alla sua famiglia per il grave attentato di cui è stato vittima”, definendo l’episodio “un gesto vigliacco e un attacco alla libertà di stampa”. Il titolare del Viminale ha assicurato il massimo impegno delle forze di polizia per individuare i responsabili e ha disposto “il rafforzamento immediato delle misure di protezione” a tutela del giornalista.

Minacce e indagini precedenti

Non è la prima volta che Sigfrido Ranucci subisce minacce e intimidazioni. Tutti gli episodi precedenti sono stati denunciati e sono oggetto di indagine da parte della magistratura. Ranucci, volto storico e autore del programma d’inchiesta Report, è attualmente impegnato nella preparazione della nuova stagione, in onda dal 26 ottobre su Rai 3.

Sui canali social della trasmissione è comparso un messaggio di solidarietà: “L’auto è saltata in aria danneggiando anche la casa. La potenza dell’esplosione è stata tale che avrebbe potuto uccidere chiunque fosse passato in quel momento”.

Per approfondire: Le minacce ricevute in passato da Sigfrido Ranucci

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