Rompe il silenzio Valter Lavitola, finito al centro dell’inchiesta sull’attentato al conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, che lo vede indagato in qualità di presunto mandante. Intervistato dal Tg1 e dal quotidiano La Repubblica, l’imprenditore ha respinto con forza ogni accusa, definendo assurda l’ipotesi di una messinscena orchestrata a tavolino. “Io e Ranucci saremmo stati due stupidi a farci da soli l’attentato”, ha dichiarato, sottolineando l’incongruenza logica del pianificare un atto violento a ottobre per poi testare la popolarità del giornalista come leader politico pochi mesi dopo. Lavitola ha annunciato che consegnerà presto ai magistrati della Procura tutti gli elementi in suo possesso per chiarire la propria posizione.
Il retroscena del sondaggio politico nato all’estero
Il fulcro delle dichiarazioni di Lavitola riguarda la genesi del sondaggio che vedeva Ranucci tra i potenziali leader della sinistra europea. L’idea sarebbe nata a ridosso del Natale scorso all’estero, durante un evento formale con esponenti dell’Internazionale Socialista. In quell’occasione, un autorevole rappresentante progressista straniero gli avrebbe mostrato i dati di una rilevazione in cui il conduttore di Report registrava un consenso altissimo. Di ritorno in Italia, Lavitola avrebbe invitato il giornalista a pranzo per illustrargli lo scenario. Davanti all’iniziale rifiuto e scetticismo di Ranucci, l’imprenditore lo avrebbe sfidato a correggere le domande del test, dando il via a uno scambio di messaggi ora al vaglio degli inquirenti.
Le querele in Rai e il futuro del conduttore di Report
I rapporti tra i due, definiti di reciproca collaborazione informativa su temi economici come i crediti di carbonio, si sono progressivamente incrinati con l’avanzare delle indagini. Lavitola si è detto offeso dai recenti dubbi espressi dal conduttore, arrivando a usare parole durissime nei suoi confronti. La vicenda assume inoltre una forte valenza politica all’interno di Viale Mazzini: l’indagato ha infatti confermato di aver dato mandato al proprio legale di querelare il direttore degli Approfondimenti Rai, Paolo Corsini, per alcune dichiarazioni relative alle frequentazioni nel suo ristorante. Sul possibile allontanamento di Ranucci dalla tv pubblica, infine, Lavitola ha concluso con una provocazione, auspicando il siluramento del giornalista affinché possa dedicarsi ad attività più redditizie nel settore privato.
