Durante la presentazione dei nuovi palinsesti Rai ad Ancona, l’amministratore delegato Giampaolo Rossi ha affrontato due dei temi più rilevanti che stanno accompagnando il dibattito sul futuro del servizio pubblico: la mancata nomina di Simona Agnes alla presidenza della Rai e il ruolo dell’informazione all’interno dell’azienda.
Nel corso dell’incontro con la stampa, Rossi ha espresso una posizione netta sulla vicenda che ha riguardato la presidenza del gruppo, definendo una scelta sbagliata il mancato via libera alla candidatura di Agnes. Allo stesso tempo ha rivendicato il rafforzamento dell’offerta informativa della Rai, sottolineando l’aumento delle ore dedicate all’inchiesta giornalistica e rendendo omaggio a Federica Sciarelli, storica conduttrice di Chi l’ha visto?.
Rossi: “Simona Agnes sarebbe stata una straordinaria presidente di garanzia”
Tra le dichiarazioni che hanno maggiormente attirato l’attenzione c’è quella relativa a Simona Agnes, figura al centro delle discussioni degli ultimi mesi sul vertice della televisione pubblica.
“Credo sia stato un errore non nominare Simona Agnes presidente Rai”, ha affermato Rossi davanti ai cronisti presenti ad Ancona.
L’amministratore delegato ha spiegato di parlare sulla base della propria esperienza professionale all’interno dell’azienda e non per motivazioni politiche.
“Abito questa azienda da 25 anni e credo che Simona sarebbe stata una straordinaria presidente di garanzia. Ne ho potuto apprezzare competenza e correttezza”, ha dichiarato.
Rossi ha poi aggiunto che, a suo giudizio, Agnes avrebbe rappresentato una figura di garanzia particolarmente autorevole, arrivando a sostenere che sarebbe stata “di gran lunga superiore a presidenti di garanzia del passato”.
Parole che riaprono indirettamente il confronto sul governo della Rai e sulle dinamiche che hanno accompagnato la definizione dei nuovi assetti ai vertici del servizio pubblico.
“Più programmi e più ore di inchiesta”: la difesa dell’informazione Rai
L’altro grande tema affrontato dall’amministratore delegato riguarda il ruolo dell’informazione nel sistema Rai.
Rossi ha rivendicato con forza gli investimenti effettuati negli ultimi anni, sostenendo che il servizio pubblico abbia scelto di rafforzare concretamente il settore dell’approfondimento giornalistico.
“La Rai crede con determinazione nell’informazione e nell’approfondimento e non lo afferma soltanto come principio, ma lo dimostra con scelte concrete, industriali, editoriali e aziendali”, ha dichiarato.
A sostegno di questa tesi, il manager ha citato i dati relativi alle trasmissioni investigative.
Le ore dedicate ai programmi d’inchiesta sarebbero infatti passate da circa 400 nel 2023 a quasi 700 nel 2025, segnando una crescita significativa nell’offerta editoriale del gruppo.
Secondo Rossi, si tratta di una risposta necessaria in una fase storica caratterizzata da conflitti internazionali, instabilità geopolitica e dalla crescente diffusione di contenuti non verificati online.
Il ruolo del servizio pubblico nell’era della disinformazione
Nel suo intervento, l’ad Rai ha insistito sulla funzione che il servizio pubblico dovrebbe svolgere nel panorama mediatico contemporaneo.
“In un contesto internazionale attraversato da conflitti complessi, instabilità geopolitiche e diffusione incontrollata di contenuti non verificati, l’informazione del Servizio Pubblico è un presidio essenziale di affidabilità, equilibrio e responsabilità democratica”, ha affermato.
Rossi ha ricordato come la Rai possa contare su una struttura informativa articolata, composta da testate televisive, radiofoniche, regionali e parlamentari, oltre a una rete di inviati e corrispondenti presenti nei principali scenari internazionali.
L’obiettivo, ha spiegato, non è soltanto raccontare i fatti ma fornire ai cittadini strumenti utili per comprenderne le conseguenze politiche, economiche e sociali.
L’omaggio a Federica Sciarelli: “Ci mancherà”
Nel corso della presentazione dei palinsesti non è mancato un passaggio dedicato a Federica Sciarelli, volto storico del giornalismo Rai e simbolo di Chi l’ha visto?.
Rossi ha voluto ringraziarla pubblicamente per il lavoro svolto in oltre due decenni alla guida del programma.
“È doveroso per me ringraziare e rendere il dovuto omaggio a Federica Sciarelli, dopo 18 anni di Tg3 e 22 anni alla conduzione di Chi l’ha visto, programma a cui si è dedicata con passione, maestria e dedizione”, ha dichiarato.
Le sue parole sono state accolte da un lungo applauso del pubblico presente al Teatro delle Muse di Ancona.
L’amministratore delegato ha inoltre lasciato aperta la porta a future collaborazioni con la giornalista: “Ci mancherà, ma confidiamo di continuare con lei con altri progetti”.
Un passaggio che alimenta le ipotesi sul possibile futuro professionale della conduttrice all’interno della Rai, dopo una stagione televisiva che potrebbe segnare la fine di un’epoca per uno dei programmi più longevi e riconoscibili del servizio pubblico.
