Il Nordest si scopre fragile e senza braccia. Se la crescita economica del Veneto dovesse proseguire ai ritmi attuali, entro il 2030 mancheranno all’appello ben 189.000 lavoratori, una cifra che potrebbe sfiorare le 300.000 unità in caso di una pur lieve accelerazione del Prodotto Interno Lordo. L’allarme arriva direttamente dall’ultimo rapporto dell’Osservatorio generale sul lavoro del Veneto, pubblicato a giugno 2026. I dati aprono una profonda lacerazione politica nel Paese: mentre il tessuto produttivo invoca nuova manodopera, il dibattito pubblico e la destra sovranista continuano a sventolare lo slogan della remigrazione come soluzione identitaria.
Le tre leve dell’Osservatorio: anziani, donne e flussi migratori
Il mercato del lavoro veneto è in sofferenza cronica. Dalle Dolomiti alle aziende trevigiane, un colloquio su tre va deserto. Per sanare il gap, il rapporto indica tre strade obbligate: trattenere in azienda gli over 65 (che dovrebbero coprire oltre la metà del fabbisogno), aumentare l’occupazione femminile e incrementare i flussi migratori interni ed esteri, destinati a coprire fino al 38% della carenza. Gli immigrati sono definiti un “elemento strutturale” per la tenuta economica. Uno scenario che si scontra frontalmente con le tesi della remigrazione portate avanti da movimenti come Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, che punta a dimezzare la presenza straniera in Italia dal 9% al 4%.
Remigrazione? Lo strappo tra i numeri dell’economia e i disegni della politica
I dati reali dicono che l’economia non può fare a meno degli stranieri, ma la politica nazionale si muove in direzione opposta. Se i programmi legati alla remigrazione imporrebbero a una fetta di residenti stranieri di fare le valigie, anche i partiti di governo stringono le maglie: la Lega ha presentato una proposta di legge per limitare la cittadinanza, mentre Fratelli d’Italia spinge per i rimpatri immediati in caso di reato. Tra le richieste di programmi strutturati di selezione nei paesi d’origine avanzate dalle imprese e i tetti massimi invocati dalla destra, lo strappo demografico ed economico del Nordest resta un nodo impossibile da sciogliere.
