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Istat, popolazione stabile in Italia grazie alle migrazioni. Continuano a calare le nascite

L’ultimo rapporto Istat evidenzia una popolazione italiana sempre più anziana e un saldo naturale negativo, bilanciato solo dall’aumento degli arrivi dall’estero

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Edificio dell'Istat

Edificio dell'Istat | Shutterstock

Giacomo Camelia di Giacomo Camelia

Nato a Carate Brianza nel 2000, laureato in Scienze Umanistiche per la Comunicazione presso l’Università degli Studi di Milano. Lavoro come redattore web dal 2024. Adoro il cinema e la musica anche se la mia passione più grande riguarda lo sport, il calcio in particolare

Roma, 31 marzo 2026 – Secondo gli ultimi dati provvisori pubblicati oggi dall’Istat, la popolazione residente in Italia al 1° gennaio 2026 si attesta a 58 milioni 943 mila individui, sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente (-636 unità). Questo equilibrio demografico è dovuto principalmente al contributo delle migrazioni, che compensano il deficit naturale causato dal persistente calo delle nascite.

Popolazione stabile grazie alle migrazioni: i dati Istat

Nel dettaglio, la popolazione italiana di cittadinanza è in lieve diminuzione, con 53 milioni 383 mila residenti (-189 mila unità), mentre la componente straniera continua a crescere, raggiungendo 5 milioni 560 mila individui (+188 mila). Le immigrazioni dall’estero nel 2025 sono state circa 440 mila, con un calo del 2,6% rispetto al 2024, mentre le emigrazioni sono diminuite in modo più marcato (-23,7%), attestandosi a 144 mila. Il saldo migratorio con l’estero resta fortemente positivo (+296 mila unità), compensando quasi completamente il saldo naturale negativo, che si è aggravato passando da -283 mila nel 2024 a circa -296 mila nel 2025.

Inoltre, la popolazione italiana sta invecchiando: l’età media è salita a 47,1 anni, con un aumento di sei mesi rispetto a un anno fa. La quota di over 65 supera il 25% (14,8 milioni), in crescita insieme agli ultra85enni, che superano i 2,5 milioni, e agli ultracentenari, che sono quasi 25 mila.

Nascite in calo e fecondità tra le più basse in Europa

Il 2025 ha confermato il trend negativo delle nascite, che sono state 355 mila, con un calo del 3,9% rispetto al 2024. La fecondità media delle donne italiane è scesa ulteriormente a 1,14 figli per donna, uno dei livelli più bassi in Europa. Questo fenomeno si riflette anche a livello locale: ad esempio, nel Comune di Casalmaggiore (Provincia di Cremona) la popolazione è diminuita negli ultimi anni, con un calo delle nascite che si è attestato a 101 nel 2024, in linea con la tendenza nazionale.

Nonostante il calo generale segnalato dall’Istat, alcune aree montane a statuto autonomo come la Valle d’Aosta, la Provincia di Bolzano e quella di Trento mostrano un aumento delle nascite, attribuito a condizioni di vita favorevoli e a una forte qualità dei servizi. Inoltre, le coppie miste con almeno un partner straniero contribuiscono a una natalità più stabile rispetto alla media nazionale.

Questi dati sottolineano come la dinamica demografica italiana sia caratterizzata da un saldo naturale negativo che continua a peggiorare, ma che per ora viene compensato da un saldo migratorio positivo, mantenendo la popolazione complessivamente stabile. L’invecchiamento progressivo e il calo delle nascite rappresentano però sfide importanti per il futuro socioeconomico del Paese.

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