Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ribadito una posizione netta sul futuro della Striscia di Gaza, affermando che non potrà esserci alcuna ricostruzione senza la completa smilitarizzazione del territorio e lo smantellamento di Hamas. Le dichiarazioni sono arrivate nel corso della riunione di gabinetto, secondo quanto riportato dai media israeliani, e si inseriscono in un contesto diplomatico e militare ancora estremamente teso.
La condizione di Netanyahu sulla ricostruzione di Gaza
Netanyahu ha chiarito che ogni progetto di ricostruzione di Gaza resta subordinato alla rimozione delle capacità militari di Hamas. Il premier ha sottolineato che non può esserci alcun processo di ripresa o riqualificazione della Striscia senza un cambiamento radicale della situazione di sicurezza sul territorio.
Le sue parole arrivano mentre si discute del ruolo del cosiddetto “Board of Peace”, che secondo diverse ricostruzioni internazionali starebbe valutando iniziative per avviare interventi di ricostruzione nelle aree ancora sotto controllo delle Forze di difesa israeliane, pari ad almeno il 60% di Gaza, anche in assenza di un disarmo completo del movimento palestinese.
Le smentite sulle tensioni con Washington e il fronte libanese
Nel corso della stessa riunione di governo, Netanyahu ha affrontato anche le indiscrezioni circolate sui rapporti con gli Stati Uniti, in particolare su presunte divergenze con il presidente Donald Trump riguardo alle operazioni in Libano.
Il premier ha definito “fake news” le ricostruzioni secondo cui Washington avrebbe chiesto a Israele di evitare interventi contro i cosiddetti “tunnel del terrore” in territorio libanese. Netanyahu ha affermato di non aver ricevuto alcuna richiesta in tal senso e di non averne avanzate, ribadendo che le decisioni operative vengono prese esclusivamente sulla base delle valutazioni di sicurezza israeliane.
Potrebbe interessarti anche questo articolo: Iran avverte Israele dopo i raid nel sud del Libano; Trump critica Netanyahu
