Le tensioni in Medio Oriente tornano a salire dopo nuove dichiarazioni di Hamas e aggiornamenti militari che coinvolgono sia Gaza sia la Siria. In un contesto già segnato da un conflitto esteso su più fronti, le parti in causa rilanciano accuse reciproche e rivendicazioni che alimentano ulteriormente lo scontro politico e militare nella regione.
Hamas: “L’attacco alla Siria è parte del disegno del Grande Israele”
Attraverso le parole del portavoce militare delle Brigate Qassam, Abu Ubaida, Hamas ha commentato gli ultimi sviluppi accusando Israele di portare avanti una strategia più ampia. Le dichiarazioni, riportate da Al-Jazeera, descrivono l’azione militare in Siria come una prosecuzione diretta delle operazioni contro Palestina e Libano.
Secondo il portavoce, queste dinamiche sarebbero inserite in un presunto tentativo di realizzare il progetto del “Grande Israele”, definito come un mito da contrastare con decisione. Nel suo intervento, Abu Ubaida ha sottolineato la necessità, a suo dire, per i popoli della regione di opporsi a questo disegno prima che sia troppo tardi.
Il rappresentante delle Brigate Qassam ha inoltre elogiato coloro che in Siria si sarebbero opposti alle forze israeliane nel villaggio di Abdeen, definendoli “eroi” che avrebbero rifiutato di arrendersi o accettare quella che viene descritta come aggressione.
Israele: eliminato comandante della Brigata Rafah
Sul fronte opposto, le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno comunicato un’operazione condotta la scorsa settimana insieme allo Shin Bet nella Striscia di Gaza, nel corso della quale è stato ucciso un alto dirigente di Hamas.
Nel raid ha perso la vita Ismail Masri, indicato dall’esercito israeliano come figura di rilievo e responsabile della sicurezza militare della Brigata Rafah. Secondo la ricostruzione dell’Idf, Masri avrebbe avuto un ruolo nella pianificazione e nel coordinamento di attività finalizzate a colpire i soldati israeliani presenti nell’area della Striscia.
L’operazione si inserisce nel più ampio quadro di azioni militari che continuano a caratterizzare il conflitto, con una dinamica di attacchi e contrattacchi che mantiene alta la tensione su più fronti della regione.
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