Una perquisizione con contestuale informazione di garanzia è stata eseguita nella mattinata di oggi nei confronti di una cittadina portoghese di 34 anni, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura di Milano, guidata dal pm Alessandro Gobbis e delegata al Ros.
L’ipotesi di reato contestata è quella di istigazione a delinquere finalizzata al terrorismo internazionale, con riferimento anche a condotte di apologia. Nell’inchiesta risultano complessivamente cinque persone indagate. L’attività investigativa ha portato gli inquirenti a concentrare l’attenzione su una serie di partecipazioni a manifestazioni pubbliche e contenuti diffusi online.
Manifestazioni pro-Iran con la bandiera di Hezbollah
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la donna avrebbe preso parte a diverse iniziative a sostegno della Repubblica Islamica dell’Iran, della quale sarebbe ritenuta una “fervente sostenitrice”. Tra queste, viene citata anche una manifestazione dello scorso 25 aprile, durante la quale avrebbe sfilato avvolta nella bandiera di Hezbollah, organizzazione il cui braccio armato, l’Eso, è considerato terroristico.
Gli inquirenti stanno verificando se la 34enne possa inserirsi in una rete più ampia di sostenitori delle Guardie Rivoluzionarie iraniane e di Hezbollah presenti sul territorio italiano, con eventuali attività di propaganda radicale e incitamento a forme di violenza contro obiettivi collegati a Paesi considerati ostili all’Iran.
Le ipotesi investigative sui legami e i social
Nel corso dell’inchiesta la donna è stata interrogata dal pm Gobbis. Gli investigatori non escludono che possa far parte di un circuito più ampio di attivisti e simpatizzanti, ipotesi ancora tutta da verificare. La 34enne avrebbe inoltre avuto contrasti con dissidenti iraniani residenti in Italia.
Un ruolo centrale nelle valutazioni investigative è stato attribuito anche all’analisi dei suoi profili social. Dalle attività di monitoraggio emergerebbe un’immagine associata al suo account che raffigura una figura femminile durante una manifestazione, con una bandiera di Hezbollah sulle spalle arricchita da elementi simbolici riconducibili alla propaganda del gruppo, tra cui una scritta che richiama il nome di Allah trasformata in una mano che impugna un fucile d’assalto.
Simboli e accertamenti in corso
Proprio il contenuto simbolico di queste immagini ha attirato l’attenzione degli investigatori, che hanno disposto ulteriori approfondimenti per chiarire se vi siano elementi riconducibili a una reale attività di istigazione a finalità terroristiche.
La perquisizione effettuata nell’abitazione della 34enne ha dato esito positivo, ma le verifiche proseguono per delineare con maggiore precisione il quadro complessivo dell’inchiesta e l’eventuale esistenza di una rete strutturata dietro le attività contestate.
