Edoardo Pellin, 23 anni, è stato arrestato a Milano martedì con l’accusa di atti persecutori, lesioni aggravate e violenza sessuale. La custodia cautelare in carcere è stata disposta dal gip dopo avere ravvisato gravi indizi di colpevolezza e il concreto rischio di reiterazione. Il provvedimento arriva al termine di un’indagine del Nucleo Tutela donne e minori della polizia locale, coordinata dalla pm Chiara Costagliola, avviata sulla denuncia di una 21enne, ex dipendente di un brand dell’alta moda, corredata da referti medici, reperti informatici e testimonianze dei vicini.
Arrestato a Milano il modello 23enne Edoardo Pellin
Secondo gli atti, gli episodi contestati si sarebbero ripetuti per mesi tra la fine 2025 e l’inizio 2026, anche dopo la fine della relazione. La ricostruzione contenuta nell’ordinanza descrive aggressioni fisiche, pedinamenti e minacce. La vittima ha dichiarato di essere stata più volte colpita e di avere subito offese verbali ripetute. Ha riferito inoltre che lui le avrebbe detto durante le liti: “Fai schifo. Sei una stupida, devi stare ferma e accettare che ho ragione, altrimenti non smetto“.
Un episodio specifico citato negli atti risale al 2 febbraio. La donna ha denunciato di essere stata afferrata per il collo e più volte percossa, oltre a essere stata minacciata con un coltello. Queste circostanze sono riportate nella denuncia e figurano nella documentazione acquisita dagli inquirenti.
Le valutazioni del gip e le prove raccolte
Nel provvedimento la procura ha indicato elementi che, a suo giudizio, segnalano violenza e reazioni di ira sproporzionate. Sulla base di questo quadro il gip ha ritenuto necessaria la misura in carcere per prevenire la reiterazione dei reati contestati. Gli inquirenti hanno trasmesso alla magistratura i referti medici e gli esiti degli accertamenti sui dispositivi informatici.
Tra le prove evidenziate compaiono le dichiarazioni della denunciante, i referti sanitari e le testimonianze dei vicini: elementi che, nel loro insieme, hanno inciso sulla decisione cautelare. La posizione del 23enne è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria, che proseguirà gli approfondimenti per verificare la sussistenza delle ulteriori responsabilità contestate.
La vicenda trae origine da una relazione iniziata nel 2024 nell’ambiente della moda milanese. La persona offesa ha formalizzato la denuncia dopo ripetuti episodi che, secondo gli atti, non si sarebbero arrestati con la fine del rapporto. Gli atti d’indagine restano coordinati dalla pm Chiara Costagliola e sono ora nelle mani della procura di Milano per le fasi procedurali successive.
