“Salvini faceva i p****ni alle trans nei bagni chimici”. Così, in un video diventato virale in pochissimi minuti sui canali social, il performer e art director di Botox Matinée, Lorenzo Pezzotti, mentre lanciava dal microfono di uno dei carri principali del Milano Pride accuse infamanti e insulti volgari rivolti al vicepremier Matteo Salvini. La reazione del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti non si è fatta attendere, con l’annuncio immediato di una querela per diffamazione.
Gli insulti dal carro del Milano Pride contro Salvini
L’episodio si è consumato durante il clou della manifestazione milanese, sullo stesso carro sul quale sfilavano anche la cantante Elodie e la fidanzata Franceska Nuredini. Pezzotti, parlando alla folla, ha urlato frasi esplicite asserendo un presunto passato privato del leader della Lega: «Salvini faceva i p*****i alle trans nei bagni chimici a Ponte di Legno durante la festa della birra. E aspetto che mi smentisca, sono qui».
Le immagini e l’audio della dichiarazione hanno immediatamente fatto il giro del web, superando i confini della parata e innescando la durissima reazione dei vertici del Carroccio.
La replica del ministro: “Ci vediamo in tribunale amico mio”
La risposta del segretario della Lega è arrivata direttamente tramite i propri profili social istituzionali. Matteo Salvini ha ricondiviso il filmato incriminato commentando con una frase perentoria che non lascia spazio a interpretazioni: “Ci vediamo in tribunale amico mio“. L’ufficio legale del ministro è già stato attivato per sporgere formale querela per diffamazione aggravata nei confronti dell’art director.
Il dietrofront e le scuse pubbliche: “Colpa dell’alcol e del caldo”
A distanza di poche ore dalla tempesta social e dall’annuncio del procedimento giudiziario, Lorenzo Pezzotti ha pubblicato un secondo video sul suo profilo Instagram per chiedere formalmente scusa al ministro e fare totale ritrattazione di quanto affermato sul carro.
“Chiedo scusa a tutti per quello che ho detto. Il caldo, la stanchezza, il non aver dormito e lo spritz, che a 40 gradi probabilmente non andrebbe bevuto, mi hanno fatto perdere il senso totale della ragione”, ha dichiarato visibilmente provato il performer, ammettendo l’assoluta falsità della storia raccontata al microfono: “Ho raccontato delle cose che non corrispondono alla realtà e alla mia vita, cose senza senso. Non mi spiego perché la mia testa abbia fatto questo, soprattutto in un contesto dove queste affermazioni avevano ancora meno senso”.
Sarà ora la magistratura a stabilire se il ravvedimento pubblico e le scuse social basteranno a frenare l’azione legale promossa dal vicepremier.
