La motovedetta della Guardia di finanza è stata accerchiata a Capo Zafferano, nel sito di interesse comunitario, durante un controllo su moto d’acqua. Secondo le immagini diffuse online, gli acquascooter fermati si sono avvicinati e hanno circondato l’unità; a completare il blocco è intervenuta anche un’imbarcazione. In più riprese alcune persone hanno tentato di salire a bordo, mentre dalla riva e in mare sono state rivolte grida verso l’equipaggio.
Il filmato circolato in rete mostra con chiarezza la rete di mezzi attorno alla motovedetta e i contatti ravvicinati con la fiancata del mezzo. Nelle sequenze si vedono i tentativi di salita a bordo e l’equipaggio che mantiene la posizione durante le fasi di maggiore pressione attorno al natante.
Controllo in area Sic e accerchiamento della motovedetta
L’intervento nasce da verifiche sulla circolazione delle moto d’acqua nel sito di interesse comunitario di Capo Zafferano. Secondo quanto documentato, la motovedetta è stata prima affiancata e poi stretta in un cerchio dagli stessi acquascooter oggetto dei controlli; l’arrivo di un’ulteriore imbarcazione ha reso più difficile la manovra di allontanamento. La dinamica, ripresa da più angolazioni, evidenzia i momenti in cui alcuni soggetti provano a raggiungere il ponte del mezzo delle forze dell’ordine.
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Quattro giovani portati in caserma: arresti e denunce
Al termine dell’intervento, gli operatori hanno accompagnato quattro giovani in caserma per gli accertamenti. Due sono stati arrestati con l’ipotesi di oltraggio e resistenza, mentre altri due sono stati denunciati. Le misure sono state decise dopo verifiche svolte a bordo e a terra a seguito dell’episodio in mare.
La richiesta del comitato su regole e controlli
La gestione dell’area torna al centro del dibattito locale. Il comitato promotore per rendere Capo Zafferano oasi marina protetta ha diffuso un messaggio in cui si legge: «Queste sono le giornate di ordinaria follia che avvengono quotidianamente a Capo Zafferano e dintorni – ha scritto sui social il comitato promotore per rendere Capo Zafferano oasi marina protetta –. Le forze dell’ordine spesso sono insufficienti a fronteggiare l’illegalità dilagante. Attendiamo che la Regione Siciliana prenda atto di ciò che avviene e proceda a disciplinare con norme rigide ciò che si può fare e cosa no nell’area sito di interesse comunitario di Capo Zafferano».
Nel messaggio il comitato collega l’episodio alla necessità di norme più stringenti sulle attività consentite e di una presenza di controllo più stabile nell’area protetta. Le autorità hanno inserito l’evento nella serie di attività di vigilanza in mare per garantire il rispetto delle regole su navigazione e fruizione dell’area, amplificando l’attenzione locale anche per il coinvolgimento diretto di bagnanti e la diffusione delle immagini online.
L’episodio riunisce più elementi: un controllo per eccesso di velocità e comportamento imprudente nel sito di interesse comunitario, la reazione dei mezzi coinvolti con l’accerchiamento della motovedetta, i tentativi di salita a bordo e, infine, i provvedimenti adottati nei confronti dei giovani portati in caserma.
Il quadro giudiziario resta definito nei numeri: quattro accompagnati in caserma, con due arresti per oltraggio e resistenza e due denunce dopo gli accertamenti.
