Tra le tracce della prima prova scritta della Maturità 2026 compare anche il nome di Wenke Husmann, giornalista tedesca autrice dell’articolo “Funziona a meraviglia”. Il testo, scelto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, ruota attorno al tema dello stupore e della capacità di meravigliarsi di fronte ai fenomeni della natura, un concetto che la giornalista declina attraverso una riflessione personale e filosofica. Dopo la diffusione delle tracce, Husmann ha commentato con soddisfazione e sorpresa la scelta, definendosi lusingata e rivolgendo anche un pensiero agli studenti impegnati nell’esame.
L’identikit della giornalista tedesca Wenke Husmann
Wenke Husmann è una giornalista e scrittrice tedesca con una lunga esperienza nella redazione del settimanale Die Zeit, dove ricopre il ruolo di vicecaporedattrice. La sua attività professionale si concentra su politica, società e cultura, ambiti che affronta da anni con uno sguardo analitico e interdisciplinare.
Il suo percorso accademico è altrettanto articolato: ha studiato fisica teorica, insieme a lingua e letteratura tedesca e romanze. Nel corso della carriera ha intrecciato competenze scientifiche e umanistiche, occupandosi di temi che spaziano dalla germanistica alla romanistica. I suoi articoli affrontano spesso aspetti legati alla vita quotidiana, come dinamiche familiari, relazioni sociali, psicologia e cultura contemporanea.
“Funziona a meraviglia”, il testo scelto per la Maturità
La traccia proposta agli studenti italiani per la Maturità 2026 è basata sull’articolo “Funziona a meraviglia”, pubblicato da Wenke Husmann su Internazionale il 23 gennaio 2026. Il testo prende le mosse da un’esperienza personale e familiare e si concentra sul senso di stupore infantile davanti alla natura, citando fenomeni come l’aurora boreale.
Intervistata da La Repubblica dopo l’annuncio delle tracce, la giornalista ha raccontato di aver accolto la notizia con orgoglio e sorpresa. Ha espresso l’augurio che gli studenti riuscissero ad affrontare senza eccessive difficoltà la prova, ricordando anche l’esperienza della figlia, che anni prima aveva affrontato un esame simile con un testo ritenuto piuttosto complesso.
Wenke Husmann ha sottolineato la soddisfazione per il riconoscimento del valore del suo lavoro, pur manifestando stupore per il fatto che a essere scelta fosse stata una giornalista tedesca per un esame nazionale italiano.
Il significato dello stupore secondo Wenke Husmann
Nel suo ragionamento, Wenke Husmann approfondisce il tema centrale dell’articolo: la meraviglia come emozione capace di rendere le persone più curiose e aperte verso gli altri. Secondo la giornalista, lo stupore non è solo una sensazione positiva, ma anche uno strumento che favorisce la comprensione del mondo e delle relazioni umane.
Per recuperare questa capacità, Wenke Husmann racconta di cercare spesso stimoli nell’arte e nel teatro, forme espressive che continuano a suscitare in lei una sorta di “stupore silenzioso”. Anche se non vive più l’incanto infantile di fronte ai fenomeni naturali, riconosce il valore delle creazioni e dell’immaginazione altrui come fonte di meraviglia adulta.
Il messaggio agli studenti della Maturità 2026
Rivolgendosi direttamente ai maturandi, la giornalista ha voluto offrire un messaggio di incoraggiamento. Ha affermato che, anche nel caso in cui il testo fosse risultato difficile o poco coinvolgente, non sarebbe stato un problema, invitando gli studenti a non farsi condizionare dall’esame.
Allo stesso tempo, ha suggerito di non perdere del tutto il senso della meraviglia, anche nella vita quotidiana. Secondo Husmann, provare stupore resta una delle esperienze più significative e formative, anche quando si diventa adulti.
Il brano della traccia e la riflessione del Ministero
La traccia proposta dal Ministero dell’Istruzione e del Merito include un estratto del testo in cui Wenke Husmann racconta l’osservazione dell’aurora boreale insieme alla figlia ad Amburgo. L’esperienza diventa il punto di partenza per una riflessione più ampia sul rapporto tra spiegazione scientifica e perdita dell’incanto.
Agli studenti viene chiesto di esprimere un’opinione personale sul tema, interrogandosi sulla possibilità di mantenere viva la capacità di meravigliarsi anche in età adulta e confrontandosi con la domanda centrale posta dalla stessa autrice: esiste una versione adulta dello stupore?
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