Ieri il Consiglio dei ministri ha deciso che le carte d’identità cartacee restano valide fino alla data di scadenza riportata sul documento.
La scelta mira a garantire l’efficacia del documento e a evitare disagi nel periodo estivo, favorendo al contempo il rilascio graduale della carta d’identità elettronica .
La misura modifica la circolare del Ministero dell’Interno del 3 febbraio, che prevedeva l’invalidità delle carte cartacee a partire dal 3 agosto 2026.
La proroga vale per le carte d’identità cartacee già rilasciate e non ancora scadute: possono essere utilizzate fino alla data di scadenza indicata al momento del rilascio.
In attesa del completamento del rilascio della CIE, i comuni potranno emettere un documento di identità provvisorio.
Il provvedimento riguarda i rapporti con la pubblica amministrazione e con i soggetti che erogano servizi pubblici, nonché le esigenze di identificazione e i viaggi nei casi previsti dal diritto internazionale e dagli accordi vigenti.
Motivi e riferimenti normativi
La circolare del Viminale del 3 febbraio aveva fissato il termine del 3 agosto 2026 richiamando il regolamento europeo del 2019 sugli standard di sicurezza dei documenti.
Il Consiglio dei ministri ha spiegato la proroga con la necessità di assicurare la continuità del documento e di ridurre la pressione sugli uffici anagrafici.
Gli uffici erano già stati sollecitati a misure come l’estensione degli orari e aperture dedicate.
Di fatto, il Consiglio ha sospeso l’effetto immediato della circolare ministeriale, demandando agli enti locali l’organizzazione delle procedure di transizione.
Cosa devono fare i comuni
I comuni potranno continuare a rilasciare carte cartacee fino alla scadenza naturale e potranno emettere documenti provvisori per i cittadini in attesa della CIE.
La richiesta di rilascio della carta d’identità elettronica non sarà considerata duplicato e non comporterà l’applicazione del doppio dei diritti di segreteria, come indicato nelle disposizioni già circolate.
Il governo ha chiesto agli uffici comunali di aggiornare l’organizzazione per gestire la continuità e l’aumento delle richieste, anche con comunicazioni rivolte ai residenti attraverso i canali istituzionali.
Stime sul numero di carte cartacee in uso
Non esiste un registro centrale che raccolga tutti i documenti cartacei ancora in circolazione; le autorità hanno fornito stime: si calcola che siano ancora in uso circa 5 milioni di carte d’identità in formato cartaceo.
Il volume stimato di richieste aveva spinto il Viminale a suggerire, già da febbraio, lo scaglionamento delle prenotazioni e la predisposizione di liste prioritarie per chi era già in possesso del documento cartaceo.
Dichiarazioni del governo e del Viminale
La nota diffusa al termine della seduta spiega che la misura è stata introdotta «per garantire l’efficacia del documento di identità e per evitare disagi in piena estate».
Con la circolare del 3 febbraio il Viminale aveva raccomandato ai comuni misure organizzative per contenere i tempi di attesa, tra cui l’estensione degli orari degli sportelli e aperture dedicate.
Fase di transizione e applicazione pratica
La proroga introduce una fase di transizione: i comuni dovranno adeguare elenchi, procedure e comunicazioni ai cittadini per assicurare il rilascio della CIE senza interruzioni dei servizi.
Resta valida la scadenza riportata sui singoli documenti cartacei; la norma approvata ieri conferma la validità fino alla scadenza naturale del titolo già rilasciato.
Il provvedimento è stato approvato nel corso della seduta di governo tenuta ieri; la norma autorizza i comuni a emettere documenti provvisori e definisce la decorrenza della validità dei documenti cartacei.
