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Attenzione agli abbracci: perché molti cani non li gradiscono

L'esperta Jo Hinds spiega come riconoscere segnali di disagio e quali contatti preferiscono gli animali

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Federico Perrone di Federico Perrone

Molti proprietari di cane abbracciano i loro animali in casa come gesto spontaneo di affetto. Per l’animale, tuttavia, l’abbraccio può tradursi in una sensazione di costrizione perché limita la possibilità di allontanarsi. A chiarire le ragioni è l’esperta di comportamento canino Jo Hinds, che ha spiegato come età, dolori preesistenti, ipersensibilità o traumi possano influenzare la risposta dell’animale.

Perché alcuni cani non amano gli abbracci

«Quello dell’abbraccio è un linguaggio tipicamente umano, ma non canino», ha detto Hinds. Quando un cane viene stretto tra le braccia perde la possibilità di scegliere se restare o allontanarsi: quella perdita di scelta è al centro del disagio per molti soggetti. Alcuni cani particolarmente sicuri e rilassati possono tollerare o gradire l’abbraccio, ma per altri — in particolare anziani, doloranti o con precedenti situazioni di stress — l’esperienza può essere mal tollerata.

La sensazione di costrizione può amplificarsi se l’animale ha difficoltà motorie o soffre di dolore: la presa impedisce movimenti di adattamento e può esacerbare un sintomo fisico che già esiste. Hinds sottolinea inoltre che l’abitudine dell’animale ad accettare il gesto non equivale automaticamente a gradimento: l’accettazione può nascere dalla fiducia o dalla soggezione, non sempre dalla ricerca del contatto.

Come capire se il cane si sente a disagio

Secondo l’esperta, la chiave è osservare il linguaggio corporeo e la scelta dell’animale. Hinds propone la cosiddetta «regola dei tre secondi»: toccare o accarezzare per pochi istanti, poi fermarsi e osservare la reazione. Se il cane si avvicina nuovamente e cerca altro contatto, è probabile che stia apprezzando; se si allontana o distoglie lo sguardo, è meglio rispettare la sua scelta.

I segnali da monitorare — indicati dall’esperta — includono l’allontanamento fisico, il distogliere lo sguardo e la ricerca di spazio. Questi comportamenti sono osservabili e concreti; Hinds non attribuisce emozioni interne oltre a quanto si può registrare nel corpo e nella scelta dell’animale.

Alternative all’abbraccio e attenzione con i bambini

Dimostrare affetto non significa necessariamente abbracciare: Hinds suggerisce di privilegiare forme di contatto che il cane sceglie spontaneamente. Molti animali apprezzano sedersi accanto al proprietario, appoggiarsi a lui o ricevere carezze sul petto, sulle spalle e sui fianchi, aree generalmente più gradite rispetto alla testa.

Anche il gioco, le passeggiate, il training e le routine condivise sono strumenti indicati per rafforzare il legame: si tratta di attività in cui il cane mantiene la possibilità di scelta. Per i bambini piccoli, l’esperta avverte che abbracciare o stringere può trasformarsi in una situazione di forte pressione emotiva per l’animale; per questo è fondamentale insegnare ai più piccoli a riconoscere e rispettare i confini del cane, preferendo carezze leggere e aspettando che sia l’animale a cercare il contatto.

Hinds riassume così il criterio pratico: poche carezze, osservare la risposta, lasciare che sia il cane a decidere se proseguire. «Perché il vero affetto nasce quando il cane si sente libero, rispettato e al sicuro», ha detto l’esperta.

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