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Compagnie aeree pronte a ridurre i voli dopo l’estate. Attesi nuovi rincari dei prezzi

Le compagnie aeree affrontano sfide crescenti con l'aumento del costo del jet fuel e problemi di approvvigionamento dal Golfo. Possibili tagli ai voli e rincari dei biglietti nel 2027

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Federico Perrone di Federico Perrone

A Rio de Janeiro, durante l’assemblea generale della Iata, il prezzo del jet fuel è salito del 70%.
I vertici delle compagnie hanno detto che l’aumento dei costi e le difficoltà di rifornimento dal Golfo stanno costringendo i vettori a rivedere la programmazione per l’inverno 2027.
Hanno avvertito che, nel caso base, si prevede un taglio del 3% dell’offerta nel primo trimestre 2027 — oltre 270.000 voli — mentre nel caso peggiore la riduzione potrebbe arrivare tra il 10% e il 12%, con oltre un milione di collegamenti cancellati.
La bolletta energetica del settore è stata stimata in circa 100 miliardi di dollari; Cirium Ascend ha rilevato che la capacità cumulativa globale da inizio anno è salita dello 0,3% su base annua ma è scesa di 0,9 punti rispetto al mese precedente, e Oag ha calcolato che il prezzo medio più basso per volare è aumentato del 22% rispetto a un anno fa.

I dirigenti hanno indicato che i tagli alle frequenze saranno concentrati subito dopo la stagione estiva e potrebbero estendersi nel primo trimestre 2027. Calcoli diffusi a margine dei lavori a Rio indicano che un taglio del 3% dell’offerta nel Q1 2027 corrisponderebbe a circa 3.000 partenze al giorno in meno, pari a oltre 270.000 voli cancellati rispetto allo stesso periodo del 2026.
Nel caso più critico, con prezzi del cherosene mantenuti ai livelli attuali e lo Stretto di Hormuz parzialmente chiuso, il settore potrebbe registrare un calo dell’offerta tra il 10% e il 12%, una riduzione paragonabile a quella registrata durante la fase più acuta della pandemia.

La diminuzione dei voli, hanno spiegato i manager, interesserà in particolare le rotte più dipendenti dagli approvvigionamenti dal Golfo e le isole, dove la logistica è più complessa. Diversi amministratori hanno sottolineato che le misure adottate per mitigare l’impatto — acquisti di coperture sul carburante, redistribuzione di aeromobili, consolidamento delle rotte — offrono tempi e margini di intervento diversi per ciascun vettore.

Dichiarazioni dei ceo e tempistiche operative

«Il problema non è se tagliare, ma quanto e fino a che punto limare le operazioni senza perdere quote di mercato e danneggiare l’intera rete di collegamenti», ha detto un amministratore delegato presente a Rio. «C’è anche un po’ di attesa: nessuno vuole essere il primo ad avviare la stagione della “potatura”, ma tanto lo dovremo fare tutti», ha aggiunto un altro ceo. Marie Owens Thomsen, capo economista della Iata, ha affermato: «Siamo chiaramente in un nuovo contesto storico per il settore».

Roberto Alvo, amministratore delegato di Latam Airlines, ha sostenuto che «il settore dovrà adeguare ulteriormente la sua offerta» se i costi del jet fuel rimarranno elevati. József Váradi, ceo di Wizz Air, ha detto che dopo l’estate le compagnie più deboli potrebbero ridurre l’offerta e che tale pressione sui costi porterà a un aumento dei prezzi dei biglietti. Benjamin Smith, amministratore delegato di Air France-Klm, ha spiegato che il gruppo valuterà «modificando le frequenze o consolidando le rotte» se il carburante dovesse aumentare significativamente.

Joerg Eberhart, amministratore delegato di Ita Airways, ha precisato che il vettore «è coperto dal caro cherosene fino a dicembre», quindi «gli eventuali tagli per noi inizierebbero da gennaio 2027». Ha aggiunto che la compagnia si prenderà «qualche settimana» per valutare le decisioni successive.

Gli operatori prevedono una combinazione di strumenti per adattare l’offerta: tariffe più alte, frequenze ridotte, consolidamento di rotte e sospensione temporanea di alcuni aeromobili. Hanno avvertito che, se i problemi di rifornimento dal Medio Oriente dovessero persistere, le misure oggi proposte potrebbero tradursi in riduzioni effettive e programmate.

L’evoluzione dipenderà dall’andamento delle forniture di cherosene dal Golfo e dalle decisioni politiche internazionali. I vettori hanno fissato scadenze operative diverse in base alle proprie strategie di copertura del carburante e si sono dati tempi di valutazione che vanno dalla fine dell’estate a dicembre per decidere eventuali riduzioni effettive della capacità.

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