Giorgia Meloni è arrivata oggi a Évian-les-Bains per partecipare al suo quarto G7. Di primo mattino ha confermato che l’Italia è pronta a «fare la sua parte», insieme agli alleati, per garantire la riapertura dello stretto di Hormuz. Il summit è stato presentato come l’occasione di un possibile «disgelo» con Donald Trump; permangono però interrogativi sui tempi, sui mandati e sul coordinamento internazionale. Meloni ha ricordato che nell’area sono già presenti cacciamine destinati alle operazioni di sminamento e ha avvertito che il loro impiego richiederà il passaggio parlamentare, oltre alla definizione della «cornice» operativa — formato della missione, regole d’ingaggio e ombrello politico-militare.
Presenza navale italiana a Hormuz
Il governo italiano intende portare in Parlamento una richiesta di autorizzazione se verrà definito il formato della presenza navale internazionale. Meloni ha detto che, una volta chiarite «regole di ingaggio» e compiti, l’Italia «contribuirà a una presenza navale internazionale per accompagnare la piena riapertura» dello stretto. Operativamente, i cacciamine già nell’area non possono avvicinarsi alle attività di sminamento senza il via del Parlamento. Sul piano politico, Roma chiede un mandato multilaterale e un coordinamento con partner europei e atlantici.
Ambienti francesi parlano di tempi ristretti per una proposta rapida. Diplomatici coinvolti nel seguito della premier osservano che l’ombrello politico-militare e la catena di comando restano punti non definiti e che queste scelte influiranno sulla tempistica dell’autorizzazione parlamentare italiana.
Incontri con il Giappone: Gcap, bilaterali e cena dei leader
A villa Pamphili Meloni ha incontrato l’omologa giapponese Sanae Takaichi. La dichiarazione congiunta ha segnato l’avvio della «fase operativa» del progetto Gcap, il programma per il caccia di sesta generazione che vede l’Italia lavorare con Tokyo e Londra. «Ci siamo incontrate a gennaio e abbiamo fissato degli obiettivi e siccome siamo due donne a capo delle loro nazioni li abbiamo raggiunti», ha detto Meloni prima della partenza per Ginevra.
La premier ha inoltre anticipato che domani mattina il G7 terrà una sessione dedicata all’Ucraina alla presenza di Volodymyr Zelensky; l’Italia ha ribadito il sostegno a Kiev, definito «centrale» nei lavori.
Sul fronte dei rapporti con gli Stati Uniti, la premier ha salutato Donald Trump durante i rituali ufficiali: bilaterali non risultano in agenda, ma la tre giorni di Évian è stata descritta come un’occasione per un primo scambio diretto. Alla cena inaugurale, riservata ai soli leader senza staff, partecipanti alla serata hanno riferito battute e scambi rapidi; alcuni diplomatici ritengono che questi momenti contribuiscano ad avvicinare Roma e Washington.
La premier ha detto che riferirà in Parlamento, una volta definito il formato della missione, per chiedere l’autorizzazione a «contribuire a una presenza navale internazionale per accompagnare la piena riapertura» dello stretto di Hormuz.
