Donald Trump è arrivato oggi a Evian-les-Bains, sul versante francese del lago Lemano, per il vertice del G7.
Ha annunciato che lo Stretto di Hormuz venerdì sarà completamente riaperto e ha ottenuto dagli alleati l’impegno a un contributo per il ritorno della libera navigazione. Ha detto che «è l’ora di concentrarsi sull’Ucraina» e ha affermato che il dossier sarà tra i temi centrali della seconda giornata dei lavori.
I temi del G7
La riapertura dello Stretto di Hormuz è stata messa tra le priorità del G7, con la Francia e il Regno Unito indicate come possibili capofila di una missione europea. Emmanuel Macron, presidente della Repubblica francese, ha dichiarato in un’intervista pre-vertice che «la priorità è riaprire lo Stretto di Hormuz. E senza pedaggi» e ha detto che Parigi e Londra «sono pronte a prendere la testa di una missione nello Stretto di Hormuz, con il sostegno di Olanda e Italia».
Macron ha indicato mezzi e tempi: «fin da domani, dei caccia sul posto, che possono aiutare in missioni di ricognizione. Entro 48 ore, possono essere ovviamente dispiegate delle fregate, poi la portaerei». Le sue parole sono state presentate come un impegno operativo a supporto dell’accordo tra Stati Uniti e Iran, che gli alleati vogliono vedere applicato prima di una piena ripresa dei traffici.
Trump ha rivendicato il memorandum negoziato con Teheran, definendolo un «documento potente», e ha sollecitato un ruolo europeo nel pattugliamento della via marittima. Sul punto, la battuta «Non abbiamo bisogno di molto aiuto» è stata riportata come osservazione personale durante un incontro con Macron; subito dopo il presidente Stati Uniti ha aggiunto che «non penso che sarebbe una cattiva idea avere una o due navi di qualche Paese».
Ucraina: proposta di un incontro a tre
Sul fronte ucraino, Trump ha detto di aver avuto «un’ottima conversazione» con i presidenti Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin e ha annunciato l’intenzione di spostare l’attenzione degli alleati verso il dossier. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto di aver suggerito a Trump un incontro a tre con Vladimir Putin negli Stati Uniti, «un formato che renderebbe molto più difficile al presidente russo rifiutare», ha spiegato Zelensky.
La proposta di Zelensky dovrebbe entrare formalmente nell’agenda della seconda giornata del G7. C’è convergenza sul ruolo operativo che alcuni Paesi europei sono disposti a svolgere nello Stretto di Hormuz; non è però confermata la disponibilità di Mosca a partecipare a un tavolo negoziale con Stati Uniti e Ucraina, condizione indicata dai partecipanti per ogni passo successivo.
La presidenza francese ha chiesto un rapido dispiegamento di assetti militari di ricognizione e di superficie, mentre gli Stati Uniti hanno ottenuto l’impegno verbale degli alleati per un contributo alla riapertura della via marittima una volta che l’accordo con l’Iran sarà applicato. La stampa internazionale ha pubblicato commenti critici sul ruolo del presidente Stati Uniti; il New York Times ha titolato valutazioni negative sul suo operato. Alla conclusione del vertice mercoledì è prevista una cena ufficiale nella Galleria degli Specchi della Reggia di Versailles in onore dei partecipanti.
