15 giugno 2026- Un nuovo accordo con l’Iran? Non sarà facile migliorare quello vecchio. Barack Obama non si nasconde: durante l’intervista ad ABC, l’ex presidente americano ha espresso un evidente scetticismo sul futuro delle trattative tra Washington e Teheran. Quel patto, firmato anni fa e poi stracciato dagli Stati Uniti con la decisione unilaterale di abbandonarlo, resta il punto di riferimento, ma anche un monito. Nel frattempo, Obama insiste: fermare le ostilità è urgente, e la diplomazia rimane l’unica via percorribile per evitare un’escalation militare che nessuno vuole davvero.
Da New York, il 15 giugno, Obama ha espresso senza mezzi termini un giudizio realistico e pragmatico sull’impasse con l’Iran. Ha ricordato come l’accordo nucleare del 2015, firmato con il gruppo P5+1 , abbia funzionato per anni. Quel patto metteva limiti precisi al programma nucleare di Teheran e prevedeva un controllo internazionale rigido. Poi, con l’uscita improvvisa degli Stati Uniti sotto Trump, tutto è saltato, riaccendendo tensioni e incertezze in tutto il mondo.
Obama ha detto chiaramente: “È improbabile che un nuovo accordo sia molto diverso o migliore di quello che avevamo”. Parole che smontano facili illusioni, ma allo stesso tempo invitano a non buttare via la trattativa diplomatica. Secondo lui, inseguire promesse irrealizzabili rischia solo di farci perdere di vista i risultati raggiunti con fatica. Insomma, meglio ripartire da quello che c’è piuttosto che ricominciare da zero.
Obama, lo scontro con la strategia di Trump
Le parole di Obama assumono un significato ancora più forte se lette alla luce della svolta impressa da Donald Trump nei confronti dell’Iran. Nel 2018 l’allora presidente repubblicano decise di ritirare unilateralmente gli Stati Uniti dall’accordo nucleare firmato tre anni prima, definendolo insufficiente e troppo favorevole a Teheran.
La strategia di Trump si è basata sulla cosiddetta “massima pressione”: nuove sanzioni economiche, isolamento internazionale e l’obiettivo di costringere l’Iran ad accettare un’intesa più severa, che includesse anche il programma missilistico e il ruolo di Teheran nei conflitti regionali.
Le dichiarazioni di Obama rappresentano anche una critica indiretta alla scelta compiuta da Trump nel 2018. Secondo l’ex presidente, infatti, l’abbandono dell’intesa non ha portato a un accordo più vantaggioso per Washington e oggi rende ancora più complesso trovare un nuovo equilibrio nei rapporti con Teheran.
Diplomazia o guerra: la scelta obbligata
Durante l’intervista, Obama ha voluto mettere in guardia dal rischio di prendere scorciatoie militari. La tentazione di risolvere tutto con la forza può sembrare veloce, ma spesso si traduce in guai ben più grandi. “Guardando indietro”, ha detto, “imporre soluzioni con la forza può sembrare allettante, ma bisogna avere la pazienza di seguire la via del dialogo”.
Per lui, il compromesso resta lo strumento più efficace per affrontare questioni complesse come quella iraniana. “Accordi che magari non risolvono tutto, ma che possono limitare il problema all’80-90%, evitando così la guerra”, ha aggiunto. Obama ha espresso la speranza che si trovi presto una via per ridurre le tensioni sul campo e per far ripartire un confronto serio, evitando di peggiorare la situazione.
I prossimi mesi saranno decisivi per capire se si riuscirà a rimettere in piedi un accordo solido o se la situazione continuerà a scivolare verso un’escalation pericolosa. Nel frattempo, le parole di Obama sono un invito a non fare passi falsi e a puntare con decisione sulla diplomazia, l’unica strada responsabile per gestire le tensioni.
