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Il Belgio autorizza il sistema di guida autonoma di Tesla: quinto paese in Europa

Dopo una fase di test nelle Fiandre, il Belgio autorizza il sistema guida autonoma di Tesla: il conducente resta responsabile del veicolo

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Logo della macchina Tesla. Il Belgio autorizza il sistema di guida autonoma di Tesla

Tesla Model Y | Shutterstock - alanews

Redazione di Redazione

Oggi Annick De Ridder, ministra dei Trasporti delle Fiandre, ha annunciato che il Belgio ha autorizzato l’omologazione provvisoria del sistema Full Self‑Driving Supervised di Tesla. La decisione arriva dopo una fase di prove sulle strade fiamminghe e ora passerà al dipartimento di omologazione che dovrà informare Tesla.
L’ok delle Fiandre varrà sull’intero territorio nazionale, rende il Belgio il quinto Paese dell’Ue – dopo Paesi Bassi, Lituania, Estonia e Danimarca – e l’amministrazione inquadra il software come tecnologia di assistenza alla guida, precisando che il conducente resta responsabile del controllo del veicolo.

La comunicazione è partita dall’account social della ministra e, come spiegato, segue una serie di prove pratiche condotte nelle fiandre. Il passaggio amministrativo prevede ora che il dipartimento di omologazione prenda atto della firma e notifichi formalmente Tesla. In Belgio le autorizzazioni emesse da una regione vengono riconosciute anche dalle altre; perciò l’ok regionale sarà operativo a livello nazionale senza ulteriori atti di ciascuna regione.

Nel messaggio ufficiale si parla espressamente di una “omologazione provvisoria Ue per Tesla Full Self-Driving Supervised per il territorio belga”. L’espressione sottolinea la natura limitata e regolata dell’approvazione: non si tratta di una liberalizzazione della guida autonoma, ma di un via libera entro determinate condizioni tecniche e normative.

Cosa può e non può fare il sistema fsd supervised

Secondo la documentazione resa nota in altre autorizzazioni europee e richiamata anche nel dibattito belga, il Full Self-Driving Supervised gestisce funzioni come accelerazione, frenata, sterzata, cambi di corsia e navigazione. Rimane però classificato come assistenza alla guida: il conducente deve sorvegliare il comportamento del veicolo e rimanere pronto a intervenire. Nel quadro europeo questo tipo di sistema è stato progettato per rispettare requisiti che evitino un eccessivo affidamento alla tecnologia; tra le misure previste ci sono sensori interni per monitorare l’attenzione del guidatore e meccanismi che avvisano o disattivano la funzione in caso di distrazione.

La distinzione con la versione statunitense è stata più volte evidenziata: il software distribuito in Europa è stato modificato per aderire alle regole del mercato Ue e per la classificazione come sistema di Livello 2, dove la responsabilità rimane in capo al conducente.

Il Belgio autorizza il sistema guida autonoma di Tesla

Il Belgio si aggiunge a una lista di Paesi dell’Unione che hanno già autorizzato il software Tesla in forma supervisionata. L’approvazione olandese è servita da riferimento tecnico e normativo per altre amministrazioni: nei Paesi Bassi l’autorità RDW ha validato il sistema dopo una lunga fase di prove. In quel dossier i numeri citati includevano oltre 1,6 milioni di chilometri percorsi durante i test, 13.000 passeggeri coinvolti e oltre 4.500 scenari di prova, oltre alla presentazione di documentazione relativa a centinaia di requisiti normativi.

Nonostante queste esperienze, la diffusione in Europa resta frammentata: ogni autorizzazione nazionale nasce da iter propri e può essere limitata nel tempo o nello spazio. L’omologazione belga è stata definita come provvisoria e condizionata alla responsabilità del guidatore.

Cosa cambia per tesla e il mercato

Per Tesla il via libera belga rappresenta un elemento in più nella strategia di diffusione del software come componente centrale del modello di business. Il gruppo punta a spostare parte del valore dell’auto dall’hardware al software, con aggiornamenti e servizi digitali come leve commerciali. Ogni autorizzazione nazionale fornisce inoltre dati aggiuntivi e precedenti regolatori che possono alimentare richieste di riconoscimento altrove in Europa.

Restano questioni tecniche e normative aperte: la natura provvisoria dell’omologazione, la definizione dei requisiti di sorveglianza del conducente e la compatibilità con norme di responsabilità e sicurezza stradale sono punti che le autorità continueranno a valutare sulla base dei dati di esercizio e dei nuovi dossier che Tesla presenterà alle singole amministrazioni. La ministra De Ridder ha precisato che la decisione “passerà ora al nostro dipartimento di omologazione, che informerà Tesla dell’approvazione” e ha ribadito il principio sul quale si fonda il via libero: il conducente sia e rimanga responsabile del controllo del veicolo in ogni momento.

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