Tesla ha inviato alla Svezia e ai Paesi Bassi, alla fine del 2024, i dati sulla sicurezza del sistema Full Self‑Driving.
I documenti facevano parte della richiesta di approvazione europea per la versione «Supervised» del software di guida autonoma. Un’inchiesta di Reuters pubblicata a maggio 2026 ha messo in luce discrepanze tra le affermazioni di Tesla e analisi indipendenti, inducendo i regolatori a rivedere i numeri e i confronti prima di valutare eventuali ulteriori autorizzazioni.
La documentazione ottenuta da Reuters tramite richieste di accesso agli atti mostra che Tesla ha avviato a fine 2024 il processo di approvazione dell’FSD presso l’autorità stradale olandese RDW. Nella corrispondenza l’azienda ha sostenuto che un uso più esteso della tecnologia ridurrebbe gli incidenti stradali e ha allegato presentazioni con calcoli sulla prevalenza degli incidenti. Dopo il via libera concesso dalle autorità olandesi il 10 aprile, Ivan Komusanac, responsabile delle politiche di Tesla, ha contattato i regolatori svedesi chiedendo un’approvazione analoga e allegando una slide che parla di una «distanza oltre sette volte superiore tra un incidente e l’altro» per i veicoli dotati di FSD rispetto alla media dei conducenti statunitensi.
Stime contestate e metodo dei confronti
Nelle presentazioni inviate a Svezia e Paesi Bassi erano incluse stime che attribuiscono all’adozione dell’FSD la possibilità di salvare fino a 32.000 vite e prevenire 1,9 milioni di feriti. Reuters ha rilevato che quelle stime si basano sull’ipotesi che l’intero parco veicoli statunitense — camion, motociclette e auto di ogni tipo — venga rimpiazzato da Tesla equipaggiate con FSD e che ogni Tesla sia effettivamente sette volte più sicura del veicolo sostituito. L’agenzia ha inoltre sottolineato che il confronto tra il tasso di incidenti delle auto con FSD che hanno attivato gli airbag e il tasso complessivo di incidenti negli Stati Uniti non è omogeneo: quest’ultimo include collisioni di gravità molto diversa e, secondo Reuters, tende a sovrastimare la sicurezza attribuita al sistema.
Come funziona l’FSD e come sono posizionati i protagonisti
Tesla descrive Full Self-Driving come una tecnologia che combina le immagini di otto telecamere di bordo, sensori ultrasonici e reti neurali che interpretano l’ambiente in tempo reale.
L’azienda sostiene che il software gestisce sterzo, freno e acceleratore pur richiedendo la supervisione attiva del conducente. I dati per l’addestramento delle reti provengono dalla flotta globale dell’azienda e Tesla ha evidenziato l’ampiezza del dataset raccolto dai veicoli in servizio.
Reuters ha riportato inoltre che il CEO Elon Musk e altri dirigenti hanno in più occasioni dichiarato che l’FSD è fino a dieci volte più sicuro dei conducenti umani; l’analisi dell’agenzia ha ritenuto però che tali affermazioni si fondino su confronti statistici non omogenei. Il tema è stato sollevato in relazione a numerosi incidenti che hanno coinvolto vetture Tesla negli Stati Uniti e a cause legali collegate a questi eventi.
La documentazione e le critiche pubblicate hanno portato a verifiche regolatorie: dalla richiesta di approvazione a fine 2024, al via libera olandese del 10 aprile e alla successiva richiesta ai regolatori svedesi si sono aggiunte contestazioni tecniche e richieste di chiarimenti. I calcoli citati dall’azienda indicano che i 6 milioni di veicoli Tesla in servizio compiono, ogni 3 minuti e mezzo, l’equivalente di una vita intera al volante di un essere umano.
