All’alba del 3 giugno, esplosioni hanno squarciato il silenzio a San Pietroburgo: un attacco ucraino ha colpito il terminal petrolifero della città, uno dei nodi vitali dell’energia russa. Volodymyr Zelensky non ha esitato a sottolineare la portata dell’operazione, ricordando che i droni hanno attraversato più di 1.100 chilometri, partendo dall’Ucraina fino al cuore pulsante dell’industria energetica di Mosca. Nel frattempo, la metropoli si prepara a ospitare il Forum economico internazionale, un evento di grande prestigio, sorvegliato con attenzione da Vladimir Putin.
Gli aggiornamenti di Zelensky
Tra la notte di martedì e mercoledì 3 giugno, decine di droni sono partiti dalla linea del fronte ucraino puntando a obiettivi militari e industriali in Russia. Il terminal petrolifero di San Pietroburgo è stato il bersaglio principale, come confermato dallo stesso Zelensky. Situato nel Golfo di Finlandia, questo terminal è uno dei nodi più importanti per lo stoccaggio e l’esportazione di carburanti in Russia, con un traffico annuo che supera le 12 milioni di tonnellate, gestite via ferrovia, strada e vie d’acqua. Le fiamme hanno interessato un’ampia area, con immagini che mostrano colonne di fumo nero e potenti esplosioni, creando allarme tra la popolazione locale e causando ritardi e deviazioni nei voli dall’aeroporto Pulkovo. L’attacco è avvenuto quasi contemporaneamente all’avvio del summit economico SPIEF, evento simbolo della resilienza russa sotto la guida di Putin. Non solo San Pietroburgo: anche la base navale di Kronstadt, situata su un’isola nel Golfo di Finlandia, è stata colpita, mettendo in difficoltà la Marina russa.
Tambov nel mirino: colpita un’industria militare a 600 km dal fronte
Non si tratta solo del porto sul Baltico. Zelensky ha riferito che un impianto nella regione di Tambov, a circa 600 chilometri dalla linea di combattimento, è stato preso di mira. L’azienda coinvolta produce armamenti per l’esercito russo, rafforzando l’idea che Kiev stia puntando a indebolire sistematicamente la capacità bellica di Mosca. Il presidente ucraino ha ringraziato le truppe per l’efficacia dell’operazione, definendo questi attacchi come una parte fondamentale delle “sanzioni a lungo raggio” volte a spingere verso una pace duratura. La strategia di Kiev non mira solo a fermare l’avanzata militare, ma anche a colpire le basi industriali che sostengono l’apparato bellico e l’economia russa. Questo doppio attacco segna un salto di qualità nella guerra, dimostrando la capacità ucraina di colpire obiettivi lontani dalla linea del fronte.
