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Garlasco, le ultime rivelazioni dei pm: tutte le novità

Garlasco: la Procura di Pavia continua a puntare sulla colpevolezza di Andrea Sempio: ecco tutte le novità sul caso

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Le ultime rivelazioni sul caso di Garlasco

Le ultime rivelazioni sul caso di Garlasco | ANSA - alanews

Federico Liberi di Federico Liberi

Laureato in Psicologia e Processi Sociali, sono sempre stato affascinato dalla scrittura. Dal 2023 lavoro nel mondo del copywriting dove mi occupo, oltre che di viaggi, salute, attualità e molto altro, di due delle mie passioni più grandi: il calcio e il tennis.

Chiara Poggi fu uccisa vent’anni fa, in quella casa di Garlasco che ancora oggi racconta un mistero senza fine. Ora, la Procura di Pavia sembra pronta a chiudere un nuovo capitolo di questa storia, con accuse fresche che puntano dritto su Andrea Sempio, amico del fratello della vittima. Le ultime indagini stanno rimettendo in discussione verità date per scontate, tracciando un quadro diverso da quello conosciuto fino a ieri.

Garlasco: tutte le novità

Poche ore dopo il delitto del 13 agosto 2007, spunta una versione che fa discutere. Secondo i documenti della Procura, Andrea Sempio quel pomeriggio non avrebbe solo attraversato via Pascoli per caso. In un verbale del 2008, il giovane, allora 19enne, raccontò di essersi fermato da solo intorno alle 16, attratto dalla presenza di un’ambulanza e di persone sul posto, per semplice “curiosità”. Poi, sarebbe tornato con il padre.

Ma gli investigatori non ci credono. Il percorso da casa della nonna a quella familiare, secondo le mappe agli atti, non prevedeva passaggi in via Pascoli, né deviazioni logiche verso la villetta dei Poggi. Anzi, la direzione scelta da Sempio e dal padre era opposta a quella strada. Inoltre, la distanza e la presenza di due rotatorie renderebbero improbabile vedere qualcuno in via Pascoli percorrendo la vicina via Pavia. Per i pm questa versione è “palesemente inverosimile”: per loro, il ragazzo sarebbe tornato lì apposta, dopo aver commesso il delitto.

La difesa di Sempio, con gli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti, sta passando al setaccio ogni dettaglio per smontare questa tesi. I legali sottolineano le difficoltà del ragazzo, confinato ormai da mesi in casa, in un clima di attesa che ha stravolto la sua vita. La sua fragilità umana e psicologica è evidente.

Indagini sul passato digitale e profilo inquietante di Sempio

Le nuove indagini si sono concentrate anche sul mondo digitale di Sempio. Negli ultimi mesi gli inquirenti hanno chiesto dati a Meta, proprietaria di Facebook, con una rogatoria dagli Stati Uniti. L’obiettivo era ottenere informazioni da un profilo chiuso dal giovane nel 2017, dopo un precedente interrogatorio chiuso con archiviazione.

Ma il tentativo non ha dato i risultati sperati. I pm ammettono che il tentativo di colmare il “vuoto informativo” con dati Facebook è fallito. Nonostante questo, gli investigatori hanno passato al setaccio ricerche online, appunti e agende personali. Da qui emerge un quadro preoccupante: Sempio avrebbe mostrato ossessioni per la violenza e per il sesso non consensiente, elementi che gli inquirenti ritengono fondamentali per capire un possibile movente.

Non mancano poi sospetti di interferenze nelle indagini. Intercettazioni e testimonianze parlano di contatti tra Sempio e un ex carabiniere coinvolto nelle prime fasi. Quest’ultimo avrebbe rassicurato il giovane, dicendogli di non temere notifiche di atti giudiziari, sollevando dubbi sulla correttezza di alcune fasi processuali. Questi elementi potrebbero cambiare la lettura delle dinamiche giudiziarie degli ultimi anni.

Una verità da rivedere dopo anni di processi e condanne

Il caso Chiara Poggi ha avuto un iter giudiziario lungo e tormentato, tra condanne, assoluzioni e riaperture. Alberto Stasi, ex fidanzato della vittima, è stato condannato in via definitiva per l’omicidio, ma oggi quella sentenza potrebbe essere rivista. La Procura di Pavia, ormai da più di un anno, sta concentrando le attenzioni proprio su Andrea Sempio.

Le nuove indagini rimettono al centro perizie sul DNA, riletture delle testimonianze e nuovi accertamenti informatici e intercettazioni. Tutto questo materiale formerà il nuovo fascicolo che la Procura è pronta a chiudere. L’idea è di avanzare una nuova ipotesi accusatoria, chiedendo anche la revisione del processo che ha condannato Stasi.

Gli avvocati di Sempio seguono ogni sviluppo con consulenti a Roma, pronti a ricostruire ogni passaggio per difendere il loro assistito e contestare l’ipotesi della Procura. La vicenda è ancora aperta, mentre Pavia aspetta di conoscere le mosse di un caso che continua a far discutere e a tenere banco nella cronaca italiana.

La famiglia Poggi si costituirà parte civile?

La famiglia Poggi non ha ancora deciso se costituirsi parte civile qualora Andrea Sempio venisse rinviato a giudizio per l’omicidio di Chiara Poggi. A spiegarlo è l’avvocato Francesco Compagna, legale dei familiari della vittima, in un’intervista rilasciata a La Stampa.

“Stiamo ancora valutando il da farsi, non abbiamo preso una decisione definitiva”, ha spiegato il legale, sottolineando come la situazione processuale sia diventata particolarmente complessa. Secondo Compagna, si sarebbe creato un vero e proprio “labirinto giuridico” che rende difficile capire quali potranno essere gli sviluppi futuri del caso.

La posizione sulla condanna di Alberto Stasi

L’avvocato ha ribadito che, dal punto di vista della famiglia Poggi, la condanna definitiva di Alberto Stasi non sarebbe stata messa in discussione dai nuovi accertamenti su Andrea Sempio.

Per i familiari di Chiara, la sentenza resta quindi pienamente valida e qualsiasi eventuale scelta processuale dipenderà anche dagli sviluppi legati a una possibile richiesta di revisione.

Le critiche alla nuova indagine

Compagna ha poi espresso forti perplessità sul nuovo filone investigativo che coinvolge Andrea Sempio. Secondo il legale, l’impostazione dell’inchiesta non sarebbe convincente perché, a suo giudizio, avrebbe cercato fin dall’inizio piste alternative alla responsabilità di Stasi.

Tra gli aspetti più contestati c’è anche la decisione di intercettare i genitori di Chiara Poggi a distanza di quasi vent’anni dall’omicidio. Una scelta che, secondo il legale, sembrerebbe partire dall’idea che la famiglia abbia nascosto elementi rilevanti.

“Impronta e Dna non bastano”

Il difensore ha definito l’inchiesta una ricostruzione costruita attorno alla figura di Andrea Sempio, accusando gli investigatori di voler adattare i fatti a una tesi già prestabilita invece di partire da elementi oggettivi.

Secondo Compagna, l’impronta e il Dna emersi nelle nuove indagini non sarebbero sufficienti per sostenere l’accusa nei confronti di Sempio.

Il futuro giudiziario di Sempio

Alla domanda su come potrebbe concludersi la vicenda giudiziaria dell’attuale indagato, il legale ha ipotizzato un’assoluzione, pur sostenendo che questa vicenda potrebbe comunque avere conseguenze pesanti sulla sua vita personale.

Infine ha ribadito che, secondo la famiglia Poggi, la condanna di Alberto Stasi resta solida e che gli elementi raccolti nella nuova inchiesta non avrebbero indebolito il quadro accusatorio nei suoi confronti.

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