Davanti a un bar di via Capecelatro, alla periferia di Milano, un uomo è stato accoltellato e portato in ospedale con prognosi riservata per ferite giudicate gravi. Per l’episodio è indagato Lamin Saidlly, 22enne detenuto nel carcere di San Vittore da sabato, a cui viene contestato il tentato omicidio aggravato per futili motivi e per premeditazione. La contestazione formale indica la futilità dei motivi e la premeditazione; l’aggressione è avvenuta in strada, davanti al locale.
L’interrogatorio e la linea difensiva di Lamin Saidlly
Nell’interrogatorio di garanzia tenuto a San Vittore, Saidlly si è avvalso della facoltà di non rispondere al gip. L’avvocata Simona Brambilla ha riferito che il suo assistito «è molto scosso» e che la scelta di non rispondere è stata sua. La stessa difesa ha riportato una presunta amnesia dell’indagato: «Non ricorda nulla fino a quando si è ritrovato sull’auto della polizia».
Misure cautelari e sviluppi del procedimento
La difesa non ha chiesto al gip misure alternative alla detenzione e Saidlly resta in carcere. Resta sul tavolo il contrasto tra le accuse, che parlano di premeditazione, e la versione difensiva che invoca una perdita di memoria, nodo centrale del procedimento nelle sue fasi iniziali. Il processo prosegue con le indagini e gli accertamenti disposti dall’autorità giudiziaria; al momento la custodia cautelare in carcere è confermata.
