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Iran, i 15 punti del piano Trump per la pace

Gli Stati Uniti propongono un piano dettagliato per fermare il conflitto con l’Iran, puntando su disarmo nucleare e fine delle sanzioni. L'Iran avanza una controproposta

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Donald Trump | Shutterstock - alanews

Marco Andreoli di Marco Andreoli

Classe 1999, ho studiato Storia alla Statale di Milano. Dal 2021 scrivo per diverse testate, dal calcio dilettantistico per Sprint e Sport, alla cronaca nazionale per Il Giornale d'Italia, mantenendo anche un focus particolare sugli Esteri.

Teheran, 25 marzo 2026 – Nel contesto di una delle crisi più complesse e prolungate del Medio Oriente, gli Stati Uniti hanno presentato un piano articolato in 15 punti, volto a porre fine all’attuale conflitto con l’Iran. La proposta, che include un cessate il fuoco di 30 giorni per avviare negoziati concreti, è stata consegnata tramite il Pakistan, mediatore nei colloqui indiretti tra Washington e Teheran. L’Iran avrebbe tuttavia respinto la proposta, dichiarando che gli Stati Uniti “sono così nei guai che negoziano da soli“, e avrebbe fatto una controproposta.

Il piano da 15 punti e le condizioni per la pace

Secondo quanto riportato dall’emittente israeliana Channel 12 e dal New York Times, il documento statunitense prevede la sospensione definitiva del programma di arricchimento dell’uranio iraniano, attualmente vicino al 60%, e lo smantellamento di impianti chiave come quelli di Natanz, Isfahan e Fordow. L’Iran dovrebbe consegnare tutto il materiale nucleare all’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA), garantendo l’accesso agli ispettori in ogni momento. In cambio, gli Stati Uniti si impegnano a rimuovere tutte le sanzioni economiche e a sostenere lo sviluppo di un programma nucleare civile, in particolare presso la centrale di Bushehr, potenziando così la produzione energetica legittima.

Il piano comprende inoltre la cessazione del sostegno iraniano alle milizie proxy nella regione, con l’impegno a mantenere libero e aperto lo Stretto di Hormuz, fondamentale per il 20% del traffico petrolifero mondiale. Secondo alcune fonti, Teheran starebbe infatti facendo pagare una sorta di pedaggio alle navi che vogliono transitare lo stretto. Per quanto riguarda il programma missilistico iraniano, il testo suggerisce limitazioni sul numero e la gittata dei vettori, con l’uso previsto esclusivamente per scopi difensivi.

I 15 punti

I 15 punti del piano di Trump:

1. Smantellamento delle capacità nucleari già accumulate dall’Iran.
2. Impegno formale di Teheran a non sviluppare mai armi nucleari.
3. Divieto di mantenere materiale nucleare arricchito sul territorio iraniano.
4. Consegna di tutto il materiale arricchito all’Agenzia internazionale per l’energia atomica secondo un calendario concordato.
5. Smantellamento e distruzione degli impianti nucleari di Natanz, Isfahan e Fordow.
6. Accesso completo dell’Aiea a tutte le informazioni e ai siti presenti in Iran.
7. Abbandono della strategia dei proxy nella regione.
8. Stop al finanziamento e all’armamento delle milizie alleate.
9. Mantenimento dello Stretto di Hormuz come area marittima libera e aperta.
10. Impegno a non bloccare il traffico nello Stretto di Hormuz.
11. Revisione successiva del programma missilistico iraniano.
12. Introduzione di limiti su numero e gittata dei missili.
13. Utilizzo dei missili consentito solo per scopi di autodifesa.
14. Rimozione totale delle sanzioni economiche contro l’Iran.
15. Sostegno allo sviluppo di un programma nucleare civile a Bushehr e eliminazione del meccanismo di ripristino automatico delle sanzioni “snapback“.
Dal canto suo, l’Iran avrebbe ribattuto con una proposta con questi punti cardine:
1. Chiusura di tutte le basi americane nel Golfo.
2. Risarcimenti per gli attacchi all’Iran.
3. Un nuovo sistema nello Stretto di Hormuz che consente all’Iran di riscuotere tasse di transito.
4. Garantisce che la guerra non ricomincerà.
5. Fine degli attacchi israeliani contro Hezbollah.
6. Riduzione totale delle sanzioni.
7. Il diritto di mantenere il proprio programma missilistico senza limiti.

Tensioni diplomatiche e militari nella regione

Nonostante l’apparente apertura di Washington verso una soluzione diplomatica, la tensione militare resta alta. Il Pentagono ha ordinato il dispiegamento della 82esima Divisione Aviotrasportata, un’unità d’élite specializzata in operazioni rapide e di combattimento, con circa 1.000 soldati pronti a essere inviati in Medio Oriente nei prossimi giorni. Questo rafforzamento militare rappresenta una misura precauzionale in vista di un’escalation o di una possibile operazione di terra.

Dal canto suo, Israele mantiene una posizione prudente e distaccata. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha espresso dubbi sulla bontà del piano, temendo che Washington possa accettare concessioni eccessive che limiterebbero la libertà d’azione militare israeliana contro l’Iran. Israele continua intanto gli attacchi mirati contro infrastrutture iraniane, come confermato dagli ultimi bombardamenti sulla zona di Teheran.

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