Lo scontro tra il mondo del pop e la Casa Bianca si arricchisce di un nuovo, tesissimo capitolo. Questa volta a scendere sul piede di guerra è Ariana Grande, la celebre cantante e attrice candidata all’Oscar, che si è scagliata duramente contro l’amministrazione Trump. L’oggetto della disputa è l’utilizzo improprio del suo brano “Bye” (successo del 2024) all’interno di un video ufficiale pubblicato su TikTok per promuovere le rigide politiche migratorie del governo statunitense. La netta presa di posizione della popstar ha innescato un caso politico internazionale nel giro di pochissime ore.
Il video della discordia e la reazione di Ariana Grande
Il filmato, pubblicato dall’account ufficiale della Casa Bianca, mostrava una compilation di immagini dell’agenzia per l’immigrazione (ICE) mentre gli agenti di frontiera ammanettavano e deportavano alcuni migranti. Sotto le note del brano di Ariana Grande, compariva la didascalia: “Ciao ciao… Il presidente Trump ha garantito il confine più sicuro della storia”. La reazione dell’artista non si è fatta attendere. Con un commento diretto sotto il post, la cantante ha scritto: “Per favore, non usate mai più la mia musica in relazione a questa barbara, disumana e atroce assurdità”. Una risposta in linea con le sue posizioni, dato che già ai Golden Globe di gennaio si era presentata con la spilla “ICE OUT” sul vestito.
La censura del brano e la replica di Washington
Il commento della popstar è stato rimosso, ma gli screenshot degli utenti hanno fatto il giro del web. Grazie all’intervento immediato del team legale di Ariana Grande, supportato dall’agenzia Reuters, la Casa Bianca è stata costretta a fare marcia indietro: l’audio del video è stato silenziato e ora sulla piattaforma compare la scritta “Questo audio non è disponibile”. La replica di Washington è stata affidata alla portavoce Abigail Jackson, che ha attaccato l’artista citando ironicamente un suo vecchio successo: “Lo ripeteremo un’ultima (One Last Time) volta: ciò che è veramente disumano sono gli immigrati clandestini criminali”.
