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Medio Oriente, la condanna dell’UNICEF: “Da inizio guerra uccisi o feriti 2.100 bambini”

L’UNICEF denuncia l’aggravarsi della crisi umanitaria in Medio Oriente: milioni di sfollati, scuole e ospedali distrutti

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Allarme dell'UNICEF sui bambini in Medio Oriente

Allarme dell'UNICEF sui bambini in Medio Oriente | Pixabay @baona - alanews

Federico Liberi di Federico Liberi

Laureato in Psicologia e Processi Sociali, sono sempre stato affascinato dalla scrittura. Dal 2023 lavoro nel mondo del copywriting dove mi occupo, oltre che di viaggi, salute, attualità e molto altro, di due delle mie passioni più grandi: il calcio e il tennis.

Roma, 24 marzo 2026 – A ventitré giorni dall’inizio dell’escalation del conflitto in Medio Oriente, l’UNICEF lancia un allarme urgente sulla drammatica situazione dei bambini nella regione. Secondo il vicedirettore generale dell’organizzazione, Ted Chaiban, oltre 2.100 bambini sono stati uccisi o feriti dall’inizio della guerra, con un impatto che si sta rapidamente aggravando.

La drammatica conta delle vittime infantili in Medio Oriente

I dati ufficiali riportano che tra i più colpiti vi sono 206 bambini in Iran e 118 in Libano, mentre in Israele sono stati registrati 4 bambini uccisi e uno in Kuwait. La media quotidiana si attesta a circa 87 bambini feriti o uccisi ogni giorno dall’inizio delle ostilità. Queste cifre, già drammatiche, sono destinate ad aumentare con il protrarsi del conflitto.

Parallelamente all’emergenza vittime, l’UNICEF evidenzia il crescente numero di sfollati: in Iran, secondo l’Unhcr, sono state costrette a lasciare le proprie case circa 3,2 milioni di persone, di cui fino a 864.000 bambini. In Libano, gli sfollati superano il milione, con circa 370.000 bambini, quasi un terzo del totale, costretti a trovare riparo in edifici pubblici come scuole, interrompendo così l’istruzione di circa 100.000 studenti.

L’impatto sulle infrastrutture e le risposte umanitarie

Il vicepresidente dell’UNICEF, appena rientrato dal Libano, ha denunciato le gravi conseguenze sulle infrastrutture essenziali per la sopravvivenza e il benessere dei bambini. Ospedali, scuole e abitazioni sono stati danneggiati o distrutti, mentre i sistemi sanitari, già sotto pressione, stanno cedendo a causa delle interruzioni nelle catene di approvvigionamento. Inoltre, operatori sanitari sono stati uccisi durante il tentativo di soccorrere la popolazione.

L’UNICEF ha attivato aiuti in oltre 250 rifugi, raggiungendo 151.000 sfollati interni con beni di prima necessità. Sono stati forniti servizi idrico-sanitari in 188 rifugi, a beneficio di circa 46.000 persone, e preposizionati 221.000 pacchi di biscotti ad alto contenuto energetico e 144.000 vasetti di alimenti complementari pronti all’uso destinati a prevenire la malnutrizione infantile. Inoltre, oltre 13.000 bambini nei rifugi hanno ricevuto materiale scolastico e didattico, mentre quattordici bambini feriti sono stati sottoposti a interventi chirurgici salvavita.

L’UNICEF sottolinea come l’entità dei bisogni stia crescendo più rapidamente delle risorse disponibili, con il numero degli sfollati che ha superato il milione e continua a salire.

L’organizzazione ha quindi rivolto un appello urgente per tre azioni immediate: la cessazione delle ostilità e la protezione dei civili e delle infrastrutture civili, un accesso umanitario sicuro, rapido e senza ostacoli per sostenere le missioni sul territorio, e un sostegno finanziario immediato per far fronte all’emergenza in corso.

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