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Iran, Senato approva risoluzione di maggioranza

Il Senato conferma la linea del governo sulla crisi in Iran: sostegno agli alleati UE, tutela degli italiani all’estero e rispetto degli accordi sulle basi militari USA

5 Marzo 2026
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Il Senato

Il Senato | Pixabay @MasterLu - alanews

Marco Andreoli di Marco Andreoli

Classe 1999, ho studiato Storia alla Statale di Milano. Dal 2021 scrivo per diverse testate, dal calcio dilettantistico per Sprint e Sport, alla cronaca nazionale per Il Giornale d'Italia, mantenendo anche un focus particolare sugli Esteri.

Roma, 5 marzo 2026 – L’Aula del Senato della Repubblica ha dato il via libera, con 94 voti favorevoli, 39 contrari e 8 astenuti, alla risoluzione di maggioranza sul conflitto in Iran, confermando la posizione assunta dalla Camera dei Deputati nelle scorse ore. Il documento, promosso dal centrodestra, impegna il governo italiano a sostenere la difesa dei paesi europei e a mantenere il rispetto degli accordi internazionali relativi alle basi militari presenti sul territorio nazionale e concesse agli Stati Uniti.

Iran, il Senato approva la risoluzione di maggioranza

La risoluzione, già approvata dalla Camera, prevede l’impegno del governo a partecipare allo “sforzo comune in ambito Unione Europea per sostenere, in caso di richiesta, gli stati membri nella difesa del proprio territorio da attacchi missilistici o via droni provenienti dall’Iran”. Inoltre, il testo sottolinea la necessità di confermare il rispetto delle normative vigenti riguardanti le installazioni militari italiane concesse alle forze statunitensi, che includono attività addestrative e di supporto tecnico-logistico.

Il documento affronta anche il dispiegamento e il rischieramento di sistemi di difesa aerea, antimissilistica e di sorveglianza nella regione mediorientale, con l’obiettivo di proteggere i cittadini italiani, supportare i paesi partner dell’area del Golfo e salvaguardare le infrastrutture strategiche, a tutela degli interessi nazionali.

Le misure italiane e le comunicazioni dei ministri

Nel corso del dibattito al Senato, i ministri degli Esteri e della Difesa, Antonio Tajani e Guido Crosetto, hanno illustrato le misure adottate dall’Italia per far fronte alla crisi in Medio Oriente. Crosetto ha spiegato che, prima dell’esplosione del conflitto, erano presenti circa 2.576 italiani nell’area interessata dalla crisi. Sono state attuate operazioni di riorganizzazione delle forze italiane nella regione: dal Kuwait e dal Qatar alcuni militari si stanno spostando verso l’Arabia Saudita, mentre in Bahrein è in corso il ritiro di personale.

Il ministro della Difesa ha inoltre annunciato l’intenzione di dispiegare un dispositivo multidominio in Medioriente, con sistemi di difesa aerea anti-drone e antimissilistica, e ha confermato il massimo livello di protezione della difesa aerea e antibalistica nazionale in coordinamento con NATO e alleati. Ad oggi, ha precisato Crosetto, non è pervenuta alcuna richiesta di utilizzo di basi italiane per attacchi in Iran, ma eventuali decisioni saranno condivise col Parlamento.

Il ministro degli Esteri Tajani ha sottolineato che sono circa 100 mila gli italiani coinvolti direttamente o indirettamente nella crisi e che la tutela della loro sicurezza resta una priorità assoluta. Grazie alla task force Golfo sono stati gestiti 14 mila contatti telefonici e numerose email, con oltre 10.000 connazionali assistiti nelle evacuazioni. Sono inoltre stati agevolati voli charter speciali, con partenze da Paesi del Golfo e dalle Maldive per riportare in Italia persone in condizioni di particolare fragilità.

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