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Smog in Italia, ci sono buone notizie: gli ultimi dati

Il rapporto Legambiente 2025 evidenzia un calo dello smog in Italia oltre i limiti di PM10, ma avverte: servono interventi strutturali

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Smog in Italia

Smog in Italia | Pixabay @fbxx - alanews

Federico Liberi di Federico Liberi

Laureato in Psicologia e Processi Sociali, sono sempre stato affascinato dalla scrittura. Dal 2023 lavoro nel mondo del copywriting dove mi occupo, oltre che di viaggi, salute, attualità e molto altro, di due delle mie passioni più grandi: il calcio e il tennis.

Roma, 9 febbraio 2026 – Smog in Italia: migliora la qualità dell’aria nel nostro Paese, con un numero in diminuzione di città che superano i limiti di legge per lo smog, ma persistono sfide rilevanti per rispettare i futuri parametri europei più stringenti in vigore dal 2030. È questo il quadro che emerge dall’ultimo rapporto di Legambiente, presentato nel contesto della crescente attenzione alle politiche ambientali nazionali ed europee.

Smog in Italia, i dati 2025: meno città oltre i limiti ma alcune criticità restano

Nel 2025, solo 13 città italiane hanno registrato un superamento del limite massimo giornaliero consentito per le polveri sottili PM10 (50 microgrammi per metro cubo per un massimo di 35 giorni all’anno). Un risultato incoraggiante se confrontato ai 25 capoluoghi “fuorilegge” del 2024, agli 18 del 2023 e ai 29 del 2022, confermando un trend di miglioramento negli ultimi anni. Tra le città con il maggior numero di giorni oltre i limiti si collocano Palermo (89 giorni), Milano (66), Napoli (64) e Ragusa (61). Seguono città come Frosinone (55 giorni) e Torino (39 giorni). Tuttavia, nessuna città supera i valori annuali previsti dalla normativa vigente per PM10, PM2.5 e biossido di azoto.

Nonostante questo progresso, la prospettiva per il 2030 risulta più preoccupante. Con l’entrata in vigore dei nuovi limiti europei – fissati a 20 µg/m³ per PM10 e NO2 e 10 µg/m³ per PM2.5 – il 53% dei capoluoghi italiani non rispettano già ora la soglia per il PM10, con casi particolarmente critici come Cremona, Lodi, Cagliari, Verona, Torino e Napoli. La situazione è ancora più grave per il PM2.5, dove il 73% delle città supera la soglia prevista, con Monza, Cremona, Rovigo e Milano tra le più problematiche. Per il biossido di azoto, il 38% delle città non rispetta i nuovi limiti, con Napoli, Torino, Palermo e Milano in testa.

Allarme infrazione e criticità nel bacino padano

Aumentano le preoccupazioni per il mancato adeguamento del Piano Nazionale di Controllo dell’Inquinamento Atmosferico, con la Commissione Europea che ha avviato a gennaio 2026 una nuova procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia. Si tratta della quarta procedura aperta negli ultimi anni, a causa del superamento sistematico dei limiti di inquinanti stabiliti dalla Direttiva Quadro Aria.

Il bacino padano si conferma come una delle aree più critiche d’Europa per la qualità dell’aria. Il rapporto di Legambiente evidenzia come il problema si sia esteso dalle grandi città ai piccoli e medi centri urbani e rurali, aggravato dagli impatti dell’allevamento intensivo. Proprio per questa zona, il taglio delle risorse destinate al Fondo per il miglioramento della qualità dell’aria nel triennio 2026-2028 è stato definito “una scelta miope” da Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente, che sottolinea il rischio di nuovi procedimenti d’infrazione e sanzioni per l’Italia.

Prospettive e strategie per il miglioramento della qualità dell’aria

Gli ultimi dati confermano una tendenza generale di miglioramento della qualità dell’aria in Italia, in linea con quanto osservato a livello europeo dall’Agenzia Europea dell’Ambiente. Tuttavia, persistono ancora zone come la Pianura Padana con livelli elevati di particolato, dovuti a fattori geografici, industriali e di densità abitativa.

Le politiche ambientali nazionali, in particolare il Piano Nazionale di Controllo dell’Inquinamento Atmosferico collegato alla missione di transizione ecologica del PNRR, mirano a un allineamento con le direttive europee. Servono però interventi strutturali e risorse adeguate per sostenere la mobilità sostenibile, la riqualificazione energetica degli edifici, la riduzione delle emissioni industriali e il controllo degli allevamenti intensivi.

Legambiente, con il suo motto “Pensare globalmente, agire localmente”, continua a promuovere campagne, monitoraggi e sensibilizzazione per favorire una concreta riduzione dell’inquinamento atmosferico e tutelare la salute pubblica. La sfida resta impegnativa, ma i dati mostrano che con politiche adeguate e investimenti mirati il miglioramento è possibile e in atto.

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