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Zelensky: “Gli Stati Uniti puntano a chiudere la guerra con la Russia entro giugno”

Delegazioni di Russia e Ucraina attese a Miami per nuovi negoziati. Kiev insiste sul coinvolgimento diretto nei colloqui e chiede più difese contro gli attacchi russi

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Zelensky

Zelensky | Shutterstock - alanews

Marco Viscomi di Marco Viscomi

Nato a Milano nel 1991, sono laureato in Lettere moderne presso l'Università Cattolica di Milano. Collaboro come giornalista con Sprint e Sport dal 2024 e Alanews dal 2025. Allenatore di calcio nel tempo libero, le mie più grandi passioni sono lo sport, il cinema, il gaming e la musica

Kiev, 7 febbraio 2026 – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che gli Stati Uniti mirano a una fine della guerra tra Russia e Ucraina entro giugno. Nel corso di un incontro con la stampa, Zelensky ha sottolineato l’importanza che ogni possibile accordo sul conflitto coinvolga direttamente l’Ucraina, esprimendo chiaramente che gli Usa “non dovrebbero fare accordi sull’Ucraina senza l’Ucraina”.

Zelensky, nuovi colloqui diplomatici a Miami

Zelensky ha annunciato che le delegazioni di Russia e Ucraina si recheranno negli USA la prossima settimana per un nuovo ciclo di negoziati. L’incontro, probabilmente a Miami, sarà in formato bilaterale. L’Ucraina ha confermato la propria partecipazione, evidenziando l’importanza di portare avanti il dialogo nonostante le difficoltà militari e politiche in corso.

Zelensky sui colloqui per l'Ucraina
Zelensky sui colloqui per l’Ucraina | Shutterstock – alanews

La situazione sul campo e le richieste di Kiev

Il presidente ucraino ha denunciato che, nonostante le opportunità di avviare una reale diplomazia, la Russia continua a preferire le azioni militari, compiendo attacchi quotidiani. Nell’attacco della serata precedente, sono stati lanciati oltre 400 droni e circa 40 missili contro infrastrutture energetiche in varie regioni del paese, con danni segnalati in Volinia, Ivano-Frankivsk, Leopoli, Rivne, Vinnytsia, Kiev e Kharkiv. Le difese aeree ucraine sono attive in molte zone per contrastare queste aggressioni.

Zelensky ha inoltre ribadito la necessità che la Russia venga privata della possibilità di usare il freddo come arma contro l’Ucraina, sottolineando il ruolo fondamentale dei sistemi di difesa aerea come i missili Patriot e Nasams, forniti dagli alleati occidentali. Ogni spedizione di questi armamenti è cruciale per superare l’inverno e sostenere la resistenza ucraina.

In un contesto geopolitico complesso, la centralizzazione del potere nelle mani di Zelensky si accompagna a una lotta serrata contro la corruzione e l’influenza degli oligarchi, fattori che influenzano l’evoluzione interna del paese durante la guerra. La prosecuzione dei negoziati e il sostegno internazionale restano elementi chiave per il futuro dell’Ucraina.

Zelensky: “La questione territoriale rimane irrisolta ad Abu Dhabi“

Nel contesto dei negoziati di pace in corso negli Emirati Arabi Uniti, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha espresso un chiaro giudizio riguardo alle attese sulle trattative ad Abu Dhabi, sottolineando che la questione territoriale non potrà essere risolta in questa sede. Nel corso di un incontro con i giornalisti, ripreso dall’agenzia Ukrinform, Zelensky ha ribadito la posizione di Kiev sul Donbass e ha evidenziato la complessità delle questioni ancora aperte.

Il presidente ucraino ha spiegato che “le questioni complesse rimangono complesse” e che l’Ucraina mantiene la sua linea sul Donbass, definendo il modello “siamo dove siamo” come il più equo e affidabile per un cessate il fuoco al momento. Ha inoltre riferito che la parte americana ha riproposto il tema della zona economica libera, una soluzione su cui né Kiev né Mosca sembrano entusiasti. Zelensky ha precisato che la Russia pretende l’abbandono della regione di Donetsk da parte ucraina, mentre Kiev insiste a restare nella posizione attuale.

Sui negoziati è emerso anche il tema delicato del funzionamento della centrale nucleare di Zaporizhzhia, sulla quale non si sono registrati progressi durante l’incontro. Per il presidente ucraino, tale questione deve essere affrontata in modo integrato con la ricostruzione della centrale idroelettrica di Kakhovka.

Dialogo trilaterale e prospettive di incontro tra leader

Zelensky ha infine ricordato che le questioni territoriali più difficili dovrebbero essere affrontate a livello di vertice tra i leader di Ucraina, USA e Russia. Ha confermato la sua disponibilità a partecipare a tali incontri, sottolineando come per la prima volta si sia discusso apertamente della possibilità di un confronto trilaterale tra i capi di Stato. Tuttavia, ha evidenziato che ogni passo in questa direzione richiede adeguati elementi preparatori e una discussione continua nel dialogo diplomatico.

Questi sviluppi si inseriscono in un quadro di colloqui che, pur segnando un ritorno al tavolo delle trattative dopo mesi di stallo, mostrano come le differenze fondamentali, soprattutto sulla sovranità territoriale, restino ancora molto marcate. Intanto, l’Ucraina continua a subire gravi difficoltà a causa dei ripetuti attacchi russi alle infrastrutture energetiche, con oltre un milione di residenti di Kiev privi di elettricità, accentuando la crisi umanitaria nel Paese.

Le difficoltà economiche della Russia e la possibile pausa nella guerra

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rilasciato poi importanti dichiarazioni riguardo alla situazione economica e militare della Federazione Russa e all’evolversi del conflitto in corso tra i due Paesi. Nel corso di una conversazione con i giornalisti, Zelensky ha evidenziato come il presidente russo Vladimir Putin stia valutando una possibile pausa nelle ostilità, motivata da crescenti difficoltà finanziarie che affliggono la Russia, in particolare un deficit di bilancio che, secondo il leader ucraino, potrebbe superare i 100 miliardi di dollari entro il 2025.

Zelensky ha sottolineato che la Russia sta affrontando problemi economici significativi che influenzano la capacità di sostenere l’impegno bellico. “I russi hanno meno soldi – ha affermato – e i dati della loro Banca Centrale mostrano un deficit di oltre 80 miliardi di dollari entro il 2025. Tuttavia, riteniamo che la cifra reale sia superiore ai 100 miliardi, poiché Mosca ha rinviato parte dei pagamenti all’anno successivo“. Questo quadro finanziario, secondo Zelensky, spiegherebbe la necessità di una sospensione temporanea delle operazioni militari da parte di Putin. “Crediamo che quest’anno avranno un deficit ancora maggiore“, ha aggiunto il presidente ucraino, ribadendo l’ipotesi di una pausa nella guerra dettata da motivazioni economiche.

Queste osservazioni si inseriscono in un contesto di crescente pressione internazionale sulla Russia, con sanzioni economiche sempre più stringenti e un panorama geopolitico complesso. La crisi finanziaria russa, aggravata anche dal calo dei prezzi delle materie prime e dalle spese militari, potrebbe dunque influenzare le strategie di Mosca nell’attuale conflitto.

Il rischio di coinvolgimento della Bielorussia e le alleanze nella guerra

Un altro tema affrontato da Zelensky riguarda la posizione della Bielorussia nel conflitto. Il presidente ucraino ha espresso preoccupazione per il possibile coinvolgimento diretto di Minsk nella guerra, soprattutto in relazione alla presenza del complesso missilistico balistico Oreshnik sul territorio bielorusso. Zelensky ha avvertito che “la Bielorussia potrebbe essere trascinata in una guerra contro l’Ucraina” a causa del regime che ha permesso attacchi e lancio di missili dal proprio suolo, anche se ha evidenziato che il popolo bielorusso non partecipa direttamente alle ostilità.

Inoltre, ha ricordato che durante il conflitto la Russia ha utilizzato corridoi aerei attraverso la Bielorussia per condurre attacchi al settore energetico ucraino con droni armati, supportati da attrezzature tecniche presenti sul territorio bielorusso. Zelensky ha spiegato che mentre l’Ucraina è riuscita a contrastare efficacemente alcune di queste minacce, la questione relativa al complesso Oreshnik è più delicata e non può essere affrontata con la stessa discrezione.

La possibile intesa economica tra Stati Uniti e Russia e la posizione dell’Ucraina

Durante l’incontro con la stampa, Zelensky ha inoltre rivelato l’esistenza di trattative in corso tra Stati Uniti e Russia per un accordo di cooperazione economica dal valore stimato di circa 12 trilioni di dollari. Ha precisato che, qualora tali accordi venissero firmati, l’Ucraina non potrà essere esclusa dai negoziati e che qualsiasi intesa che la riguardi non dovrà contraddire la sua Costituzione e le sue leggi. “Dimostriamo chiaramente che l’Ucraina non sosterrà nemmeno eventuali accordi tra le parti su di noi senza di noi“, ha affermato il presidente.

Questa posizione riflette la volontà di Kiev di mantenere un ruolo centrale nelle discussioni internazionali che coinvolgono il suo futuro e la sicurezza nazionale, soprattutto in un momento in cui i rapporti tra Washington e Mosca continuano a essere caratterizzati da tensioni e negoziati paralleli.

Contesto aggiornato e prospettive

Il conflitto in Ucraina si protrae ormai da oltre 1.390 giorni, con una situazione sul terreno che resta fluida e complessa. Gli sforzi diplomatici, inclusi i colloqui recenti che coinvolgono gli Stati Uniti e Mosca, puntano a una possibile mediazione per una risoluzione pacifica, ma permangono ostacoli significativi, in particolare sul tema dei territori contesi come il Donbass, che la Russia rivendica integralmente mentre Kiev si oppone fermamente.

Parallelamente, la comunità internazionale continua a intensificare le sanzioni economiche e a mobilitare risorse a sostegno dell’Ucraina, mentre cresce l’attenzione verso la possibilità che il conflitto possa estendersi ad altri Paesi, come la Bielorussia, aumentando i rischi di un’escalation regionale.

In questo scenario, le parole di Zelensky offrono un quadro sulle dinamiche interne russe e sulle strategie di Mosca, suggerendo che le pressioni finanziarie potrebbero costringere Putin a rivedere temporaneamente le proprie ambizioni militari, mentre l’Ucraina si prepara a resistere e a partecipare attivamente a qualsiasi negoziato sul proprio futuro.

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