L’uscita di scena di Keir Starmer non sembra destinata a cambiare i rapporti tra Regno Unito e Russia. È questa la posizione espressa dal Cremlino dopo che il premier britannico ha annunciato le proprie dimissioni e l’avvio di una transizione che porterà alla scelta di un nuovo leader entro il ritorno del Parlamento a settembre.
A commentare la notizia è stato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, secondo il quale è “improbabile” che chi succederà a Starmer adotti una linea diversa nei confronti di Mosca.
Parlando all’agenzia russa Interfax, Peskov ha sostenuto che l’attuale primo ministro britannico non abbia mai mostrato la volontà di migliorare i rapporti bilaterali. Anzi, secondo il portavoce del presidente Vladimir Putin, Starmer avrebbe sempre cercato di mantenere le relazioni tra Londra e Mosca “a un livello nullo”.
Perché Mosca non prevede una svolta
Le dichiarazioni del Cremlino arrivano in un momento di forte incertezza politica nel Regno Unito. Dopo meno di due anni alla guida del governo, Starmer ha annunciato l’intenzione di lasciare l’incarico, aprendo una corsa alla successione che potrebbe portare rapidamente alla nomina di un nuovo leader laburista e, di conseguenza, di un nuovo primo ministro.
Nonostante il cambio di leadership, Mosca ritiene che la posizione britannica resterà sostanzialmente invariata. Secondo Peskov, infatti, l’atteggiamento ostile mostrato da Londra nei confronti della Russia non dipenderebbe soltanto dalla figura di Starmer, ma rappresenterebbe un orientamento più ampio della politica britannica.
Una valutazione che riflette il clima di profonda distanza tra i due Paesi e che lascia intendere come il Cremlino non si aspetti un riavvicinamento nel prossimo futuro.
Rapporti ai minimi termini
Negli ultimi anni il Regno Unito è stato tra i principali sostenitori europei dell’Ucraina e ha mantenuto una linea particolarmente dura nei confronti della Russia. Una posizione che Mosca continua a criticare apertamente.
Le parole di Peskov si inseriscono inoltre in una serie di dichiarazioni rilasciate nelle ultime settimane dal Cremlino, nelle quali la leadership russa ha accusato diversi governi europei di voler dialogare con Mosca partendo da una “posizione di forza”, un approccio giudicato incompatibile con un confronto costruttivo.
Per il momento, dunque, l’annunciato cambio di leadership a Londra non sembra destinato a modificare le aspettative del Cremlino. Da Mosca il messaggio appare chiaro: indipendentemente dal nome del prossimo inquilino di Downing Street, la Russia non prevede una svolta nelle relazioni con il Regno Unito.
