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Alcuni cani dotati imparano nuovi nomi solo ascoltando le conversazioni dei proprietari

Uno studio internazionale rivela che alcuni cani dotati apprendono nuovi nomi di oggetti ascoltando conversazioni umane, mostrando sorprendenti capacità cognitive simili a quelle infantili

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Cane con in bocca il suo giocattolo

Cane con in bocca il suo giocattolo | alanews.it

Giacomo Camelia di Giacomo Camelia

Nato a Carate Brianza nel 2000, laureato in Scienze Umanistiche per la Comunicazione presso l’Università degli Studi di Milano. Lavoro come redattore web dal 2024. Adoro il cinema e la musica anche se la mia passione più grande riguarda lo sport, il calcio in particolare

Milano, 9 gennaio 2026 – Alcuni cani particolarmente dotati dimostrano un’abilità sorprendente: sono in grado di imparare nuovi nomi di oggetti semplicemente origliando le conversazioni dei loro proprietari, un processo molto simile a quello che avviene nei bambini tra i 18 e i 23 mesi di età. Lo rivela uno studio pubblicato su Science da un gruppo internazionale guidato dall’etologa Claudia Fugazza della Università Loránd Eötvös di Budapest.

Dei cani
Dei cani | Pixabay @Mariusz – Alanews.it

I test sugli “apprendisti silenziosi”

La ricerca ha coinvolto 10 cani dotati di questo particolare talento, definiti “Gifted Word Learners” (Gwl). Sono stati condotti due esperimenti distinti: nel primo, i proprietari interagivano direttamente con i loro cani, mostrando e nominando ripetutamente due nuovi giocattoli; nel secondo, invece, i cani ascoltavano i proprietari parlare dei giocattoli con un’altra persona, senza essere coinvolti direttamente nella conversazione. In entrambi i casi, i cani hanno ascoltato i nomi degli oggetti per un totale di soli otto minuti, suddivisi in brevi sessioni. I risultati sono stati sorprendenti: sette cani su dieci hanno appreso correttamente i nomi, sia in presenza che in ascolto passivo dei discorsi.

Capacità cognitive e meccanismi condivisi

Per testare ulteriormente la capacità di apprendimento, i ricercatori hanno aumentato la difficoltà nascondendo i giocattoli durante la denominazione, creando una separazione temporale tra l’oggetto e la parola. Nonostante ciò, la maggior parte dei cani è riuscita a memorizzare con successo le nuove etichette. Secondo gli scienziati, questo indica che i cani Gwl possono utilizzare meccanismi socio-cognitivi generali condivisi con l’uomo, e che l’apprendimento da discorsi ascoltati passivamente non è prerogativa esclusiva della specie umana.

Va sottolineato però che tali capacità sono estremamente rare e probabilmente dipendono da una combinazione di predisposizioni individuali ed esperienze di vita uniche. Lo studio fa parte del progetto “Genius Dog Challenge”, che intende approfondire il talento di questi animali speciali e invita i proprietari a segnalare eventuali casi di cani capaci di riconoscere numerosi nomi di giocattoli.

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