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Herzog sulla grazia a Netanyahu: “Valuterò solo l’interesse dello Stato d’Israele”

Il presidente israeliano valuta la richiesta di grazia per Netanyahu in un clima segnato da tensioni interne, pressioni internazionali e delicati equilibri politici e giudiziari

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Il presidente israeliano Isaac Herzog

Il presidente israeliano Isaac Herzog | Photo by Amos Ben Gershom licensed under CC BY-SA 3.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/deed.en) - Alanews.it

Alessandro Bolzani di Alessandro Bolzani

Mi chiamo Alessandro Bolzani e sono nato a Vigevano nel 1991. Sono un giornalista pubblicista e dal 2018 collaboro con l'agenzia media Alanews, per la quale ho curato la realizzazione di articoli per importanti realtà editoriali. Sono appassionato di scrittura creativa e nel 2024 ho pubblicato il romanzo urban fantasy "Cronache dei Mondi Connessi - I difensori del parco" con la casa editrice PAV Edizioni. Alcuni dei miei scritti sono stati pubblicati anche sulla rivista Weirdbreed.

Tel Aviv, 1 dicembre 2025 – Il presidente israeliano Isaac Herzog ha rilasciato una dichiarazione chiara e decisa riguardo alla richiesta di grazia avanzata dal primo ministro Benyamin Netanyahu, attualmente sotto processo per corruzione. Nel contesto di una nazione ancora segnata dal conflitto con Hamas e dalle tensioni interne, Herzog ha affermato che nella valutazione della grazia presidenziale prenderà in considerazione esclusivamente “il bene dello Stato e della società israeliana”.

La posizione di Herzog sulla grazia a Netanyahu

Herzog, citato dai media israeliani, ha sottolineato come la questione della clemenza per Netanyahu sia fonte di grande dibattito in Israele, toccando molti settori pubblici e la società nel suo complesso. Tuttavia, ha assicurato che la decisione sarà presa “nel modo più corretto e preciso”, senza lasciarsi influenzare da “discorsi violenti”. Al contrario, ha invitato a favorire “discorsi rispettosi” che possano stimolare il dialogo nel Paese.

La richiesta di grazia è stata formalmente avanzata anche dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il quale ha definito Netanyahu un “formidabile e decisivo primo ministro in tempo di guerra” e ha chiesto a Herzog di porre fine a quella che ha definito una “guerra legale” contro il premier israeliano. Trump ha inviato una lettera ufficiale su carta intestata della Casa Bianca, ribadendo il suo sostegno a Netanyahu e definendo “ingiustificato e politico” il processo a suo carico.

Il contesto politico e giudiziario

Il premier Netanyahu, sotto processo dal 2020 con accuse di corruzione, frode e abuso di fiducia, ha visto la sua situazione giudiziaria diventare un tema centrale nel panorama politico israeliano. Le udienze, spesso rinviate a causa degli sviluppi bellici nella Striscia di Gaza, continuano a suscitare forte interesse e tensione.

Da parte sua, Herzog ha rimarcato che “chiunque chieda la grazia presidenziale deve presentare una richiesta formale secondo le procedure stabilite”, senza entrare nel merito del procedimento giudiziario. La legge israeliana prevede che la grazia possa essere concessa solamente dopo la condanna, o in rari casi di interesse nazionale durante il processo, e sempre su richiesta della persona interessata o di un familiare stretto.

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