Il Senato ha approvato il disegno di legge sulla caccia, che passa all’esame della Camera dei deputati. La Commissione europea ha confermato il dialogo con Roma e il monitoraggio della compatibilità del testo con il diritto dell’Unione. La portavoce Anna‑Kaisa Itkonen ha fissato i tempi: valutazioni solo a iter concluso.
Intervenendo al briefing quotidiano con la stampa, Itkonen ha chiarito che “siamo ancora in una fase preliminare“. La portavoce ha poi aggiunto: “Siamo in contatto con le autorità italiane. Continuiamo a esserlo, ma per quanto riguarda un eventuale commento sulla legislazione relativa alla caccia al lupo, lo faremo solo dopo che l’iter legislativo in Italia sarà concluso. Tuttavia, è corretto affermare che stiamo seguendo attentamente la questione e ne seguiremo gli sviluppi“.
Cosa prevede il ddl caccia e i riferimenti UE
Il provvedimento in discussione amplia “la platea di specie abbattibili, le aree e il calendario” venatorio, come indicato da fonti parlamentari italiane. Durante il briefing è stata richiamata la necessità di verificare la coerenza con il diritto europeo, in particolare con la Direttiva Uccelli e la Direttiva Habitat, che fissano tutele e condizioni per la conservazione di specie e habitat naturali. La questione della coerenza normativa è dunque già all’attenzione dei servizi della Commissione, con il focus esplicito sulla gestione delle specie protette o parzialmente protette, a partire dal lupo.
Il metodo della Commissione Ue sul ddl caccia: tempi e possibili atti
Bruxelles esercita la funzione di vigilanza sull’applicazione del diritto dell’Unione e può intervenire quando ritenga che norme nazionali non siano allineate agli obblighi europei. Itkonen ha richiamato un principio procedurale consolidato: qualsiasi giudizio politico o legale su una proposta di legge nazionale viene espresso solo dopo l’esame completo del testo e, se necessario, dopo un dialogo formale con lo Stato membro interessato. La Commissione ha inoltre precisato che eventuali osservazioni formali saranno rese pubbliche al termine di questo processo.
Quanto agli scambi con Roma, il confronto è in corso ma senza dettagli su tempi, modalità o contenuti. Dal podio della Commissione non sono stati né annunciati né esclusi eventuali atti formali, proprio perché l’analisi dipende dall’esito e dalla formulazione finale del disegno di legge. La cornice resta quella del monitoraggio istituzionale e della disponibilità al dialogo, già ribadite dalla portavoce.
Iter alla Camera e prossimi passaggi
Il testo è ora all’esame della Camera dei deputati, che potrà introdurre modifiche e poi procedere al voto. Solo una volta completata questa fase, la Commissione potrà diffondere eventuali osservazioni o valutazioni di compatibilità giuridica con le direttive europee richiamate. La portavoce Itkonen, che figura tra i portavoce competenti per clima, energia, trasporti e ambiente, ha risposto a domande incentrate in particolare sulle possibili ripercussioni per la gestione del lupo e sulla coerenza delle nuove norme con gli obblighi europei di conservazione.
In questa fase, Bruxelles non entra nel merito del contenuto sostanziale: l’attenzione pubblica si concentra su caccia al lupo e ampliamento di calendario, aree e specie, ma la linea ufficiale resta quella già espressa in sala stampa. Le valutazioni arriveranno dopo la conclusione dell’iter parlamentare italiano e alla luce del testo definitivo, con l’eventuale pubblicazione di osservazioni formali. Intanto, il disegno di legge approvato dal Senato affronta l’iter a Montecitorio verso il voto in Aula.
