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Attentatore della sinagoga di Manchester vicino all’Isis, lo conferma la polizia

L’attentato durante lo Yom Kippur ha provocato due vittime e quattro feriti; arrestati tre sospetti complici. Rafforzate le misure di sicurezza in tutto il Regno Unito

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Il luogo dov'è avvenuto l'attacco a Manchester

Il luogo dov'è avvenuto l'attacco a Manchester | EPA/ADAM VAUGHAN - Alanews.it

Marco Viscomi di Marco Viscomi

Nato a Milano nel 1991, sono laureato in Lettere moderne presso l'Università Cattolica di Milano. Collaboro come giornalista con Sprint e Sport dal 2024 e Alanews dal 2025. Allenatore di calcio nel tempo libero, le mie più grandi passioni sono lo sport, il cinema, il gaming e la musica

La polizia di Manchester ha confermato oggi che Jihad Al-Shamie, l’attentatore responsabile dell’attacco alla sinagoga ortodossa di Heaton Park lo scorso Yom Kippur, si era recentemente radicalizzato e aveva manifestato esplicita fedeltà allo Stato Islamico (Isis). L’aggressore, un britannico di origine siriana di 35 anni, è stato ucciso dalle forze di polizia durante l’assalto, che ha causato la morte di due membri della comunità ebraica locale e il ferimento di altri quattro fedeli.

Radicalizzazione e dichiarazioni dell’attentatore alla sinagoga di Manchester

Secondo quanto emerso dalle indagini condotte dalla Greater Manchester Police, non sono stati rilevati legami diretti e concreti di Al-Shamie con organizzazioni terroristiche strutturate, ma gli investigatori hanno raccolto evidenze di una sua recente radicalizzazione. Fondamentale è stata la registrazione di una telefonata con il 999, l’equivalente britannico del 113, in cui lo stesso Al-Shamie dichiarava apertamente la sua adesione all’Isis e annunciava l’intenzione di compiere l’attacco contro i fedeli ebrei. L’uomo ha agito con una cintura esplosiva che si è rivelata però un falso dispositivo.

Al-Shamie era arrivato in Gran Bretagna da bambino con la famiglia e aveva ottenuto la cittadinanza britannica nel 2006. Non risultava mai segnalato ai servizi antiterrorismo e non era noto per precedenti legati al terrorismo, anche se era stato recentemente arrestato e rilasciato con cauzione nell’ambito di un’indagine per violenza sessuale.

Dinamica dell’attacco e indagini in corso

L’attacco è avvenuto nel corso della festività ebraica di Yom Kippur, quando Al-Shamie si è lanciato con un veicolo contro la folla davanti alla sinagoga, per poi accoltellare alcune persone nel tentativo di entrare nel tempio. La pronta reazione delle guardie di sicurezza e delle forze dell’ordine ha impedito che il numero delle vittime aumentasse. La polizia ha confermato che, tristemente, uno dei due morti è stato colpito accidentalmente dai proiettili degli agenti durante l’intervento.

Sono stati arrestati altri tre sospetti, due uomini e una donna, accusati di preparazione e istigazione ad atti terroristici, mentre le indagini proseguono per chiarire completamente i motivi e le eventuali complicità dell’attacco.

Questo episodio si inserisce in un quadro più ampio di attacchi ispirati o rivendicati dallo Stato Islamico, che ha colpito diverse volte comunità ebraiche e civili in varie parti del mondo negli ultimi anni, confermando l’allerta sempre alta delle autorità britanniche e internazionali sulle minacce legate al terrorismo jihadista.

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