25 giugno 2026 –
È diventata definitiva la condanna a 24 anni di reclusione per Alessia Pifferi, la donna accusata di aver lasciato morire di stenti la figlia Diana, di appena 18 mesi, nel luglio 2022 a Milano.
La Prima Sezione Penale della Corte di Cassazione ha respinto sia il ricorso presentato dalla Procura generale di Milano sia quello della difesa, confermando integralmente la sentenza d’appello. Con la decisione pronunciata il 25 giugno 2026 si chiude così uno dei casi di cronaca che più hanno colpito l’opinione pubblica italiana negli ultimi anni.
La morte della piccola Diana
La vicenda risale all’estate del 2022. Secondo quanto accertato dalle indagini e confermato nei successivi gradi di giudizio, Alessia Pifferi lasciò la figlia da sola nell’appartamento di Milano per quasi sei giorni per raggiungere il compagno che viveva in provincia di Bergamo.
Al suo ritorno, il 20 luglio 2022, la bambina era morta. Gli accertamenti hanno stabilito che Diana morì per disidratazione e denutrizione, conseguenza dell’abbandono protratto per quasi sei giorni.
Dall’ergastolo ai 24 anni
Nel maggio 2024 la Corte d’Assise di Milano aveva condannato Alessia Pifferi all’ergastolo per omicidio volontario aggravato.
La sentenza era stata successivamente modificata in appello. I giudici avevano infatti riconosciuto all’imputata le attenuanti generiche, ritenendole equivalenti all’aggravante del rapporto di parentela con la vittima. Tale decisione aveva portato alla riduzione della pena a 24 anni di reclusione.
Proprio questo punto era stato contestato dalla Procura generale di Milano, che aveva presentato ricorso in Cassazione chiedendo l’annullamento con rinvio della sentenza d’appello per un nuovo giudizio sul trattamento sanzionatorio.
La decisione della Cassazione
I giudici della Prima Sezione Penale della Corte di Cassazione hanno respinto il ricorso della Procura generale di Milano, che contestava il riconoscimento delle attenuanti generiche che avevano portato alla riduzione della pena dall’ergastolo a 24 anni. Hanno inoltre rigettato il ricorso presentato dalla difesa di Alessia Pifferi.
La Suprema Corte ha quindi confermato integralmente la sentenza d’appello, rendendo definitiva la condanna a 24 anni di reclusione.
