Il bilancio del devastante terremoto che ha colpito il Venezuela continua a peggiorare. A oltre ventiquattro ore dalla doppia scossa di magnitudo 7.5 e 7.2 registrata nella notte tra il 24 e il 25 giugno, le autorità venezuelane parlano di almeno 235 vittime, oltre 4.300 feriti e più di 50 mila persone ancora disperse. Numeri destinati purtroppo ad aumentare, mentre i soccorritori continuano a scavare tra le macerie di centinaia di edifici crollati.
Le aree maggiormente colpite restano Caracas, lo stato costiero di La Guaira e le regioni di Aragua, Carabobo, Falcón e Miranda, dove migliaia di persone hanno perso la casa. Secondo il governo venezuelano, sono oltre 70 mila le famiglie rimaste senza un tetto, mentre soltanto nello stato di La Guaira sarebbero crollati circa cento edifici.
Terremoto Venezuela, l’Italia invia una missione di soccorso
Nella mattinata del 26 giugno è decollato dalla base militare di Pratica di Mare un Boeing KC-767 dell’Aeronautica Militare diretto a Maracay con una missione composta da 97 operatori italiani.
La squadra comprende personale dei Vigili del Fuoco specializzato nella ricerca e soccorso urbano (USAR), una componente logistica collegata al Meccanismo europeo di protezione civile e 37 tra medici e infermieri provenienti da sei regioni italiane. A bordo anche tende e beni di prima necessità destinati alle popolazioni colpite.
L’obiettivo è supportare le operazioni di ricerca dei sopravvissuti e rafforzare l’assistenza sanitaria nelle aree più devastate dal sisma.
Preoccupazione per gli italiani presenti nel Paese
La Farnesina continua a monitorare la situazione attraverso la propria Unità di crisi. In Venezuela risiedono oltre 140 mila cittadini italiani, circa 65 mila dei quali nell’area di Caracas, mentre circa 3 mila vivono nelle vicinanze dell’epicentro.
Le autorità italiane confermano di aver ricevuto numerose richieste di aiuto da parte di familiari che non riescono a mettersi in contatto con i propri cari. È stata inoltre confermata la morte di una persona italo-venezuelana, mentre il Ministero degli Esteri avverte che non è possibile escludere ulteriori vittime italiane nelle prossime ore.
L’allarme dell’Unicef: quasi 4 milioni di bambini coinvolti
A preoccupare è anche la situazione umanitaria. Secondo l’Unicef, 3,9 milioni di bambini vivono nelle aree colpite dal terremoto e rischiano di subire le conseguenze più gravi della catastrofe.
L’organizzazione segnala che abitazioni, scuole, ospedali e reti idriche hanno riportato danni significativi, compromettendo l’accesso ai servizi essenziali. Molti minori potrebbero affrontare separazioni familiari, sfollamenti, traumi psicologici e interruzioni dell’assistenza sanitaria e dell’istruzione.
Nel frattempo proseguono senza sosta le operazioni di ricerca dei dispersi, mentre la comunità internazionale continua a mobilitarsi con l’invio di squadre di soccorso e aiuti umanitari. Le autorità venezuelane temono che il bilancio definitivo possa aggravarsi ulteriormente con il passare delle ore, alimentando il rischio di una vera emergenza umanitaria.
