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Colombia, sospesi acquisti di armi dagli Usa: “Serve sovranità nazionale”

La decisione di Bogotá arriva dopo la revoca dello status di alleato da parte degli Stati Uniti e segna una svolta verso maggiore autonomia nella politica estera colombiana

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Armi in una cassa di legno

Armi / alanewws

Marco Andreoli di Marco Andreoli

Classe 1999, ho studiato Storia alla Statale di Milano. Dal 2021 scrivo per diverse testate, dal calcio dilettantistico per Sprint e Sport, alla cronaca nazionale per Il Giornale d'Italia, mantenendo anche un focus particolare sugli Esteri.

Bogotá, 17 settembre 2025 – La Colombia ha annunciato la sospensione degli acquisti di armi dagli Stati Uniti, una decisione che arriva in risposta alla recente decisione di Washington di non considerare più Bogotá un alleato nella lotta al narcotraffico. La notizia è stata resa nota dal ministro dell’Interno, Armando Benedetti, nel corso di un’intervista rilasciata a Blu Radio.

La decisione di sospendere gli acquisti di armi dagli Usa

«D’ora in poi non verranno acquistate armi dagli Usa. Gli Stati Uniti, in quanto Paese capitalista, devono capire che ci sono anche problemi di mercato», ha dichiarato Benedetti, sottolineando così il netto cambio di rotta nella politica di difesa colombiana. Questa mossa segue la revoca della certificazione americana alla Colombia, il principale produttore mondiale di cocaina, una decisione che ha suscitato forte dissenso nel governo di Gustavo Petro.

Il presidente Petro, già prima dell’ufficializzazione della decisione americana, aveva espresso l’intenzione di porre fine alla «dipendenza» delle forze armate colombiane dalle «elemosine» e «regali» provenienti dagli Stati Uniti. «L’esercito starà meglio se comprerà le sue armi o le produrrà con le nostre risorse, perché altrimenti non sarà un esercito di sovranità nazionale», aveva affermato il capo di Stato, accusando la Casa Bianca di interferire nella politica interna colombiana e di volere «un presidente fantoccio».

Un contesto di rottura e nuovi orientamenti

Questo annuncio si inserisce in un quadro più ampio di distacco dalla politica statunitense. Recentemente, la Colombia ha formalizzato anche la sua uscita dalla Nato, di cui era l’unico partner globale latinoamericano dal 2018, con Petro che ha definito l’alleanza militare come un organismo che non tutela la libertà, ma «l’oscurità», in riferimento ai conflitti in Medio Oriente.

Parallelamente, la Colombia ha assunto una posizione critica anche nei confronti di Israele, sospendendo le esportazioni di carbone verso il paese mediorientale in risposta alla crisi umanitaria a Gaza. Questa decisione, presa dopo pressioni da parte di sindacati e movimenti sociali, mira a esercitare una pressione economica che possa contribuire a fermare le violenze.

Il ministro Armando Benedetti, recentemente nominato Rappresentante Permanente della Colombia presso la FAO, incarna questa nuova linea di politica estera e sovranità nazionale, che punta a un maggiore controllo interno sulle risorse e le politiche di difesa, oltre a un orientamento più autonomo nelle relazioni internazionali.

L’uscita dai tradizionali circuiti di dipendenza militare ed economica segna un punto di svolta significativo nella politica estera colombiana sotto la guida di Gustavo Petro, riflettendo una strategia che mira a rafforzare la sovranità nazionale e ad affermare una visione più indipendente e progressista.

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