L’Unione europea rischia di perdere peso nei negoziati per la pace in Ucraina a causa delle iniziative diplomatiche non coordinate dell’ultimo mese. È l’avvertimento che Giorgia Meloni ha rivolto al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa in una lettera, chiedendo di stabilire chi debba rappresentare l’Unione e con quale mandato.
“La necessità, per l’Europa, di parlare con una sola voce sulla questione ucraina è ormai improcrastinabile”, ha scritto la presidente del Consiglio. La richiesta riguarda una rappresentanza europea riconosciuta nei negoziati sull’Ucraina, per evitare che le iniziative parallele indeboliscano il ruolo dell’Unione.
Gli incontri diplomatici e il rischio di una frammentazione europea
La lettera ripercorre una successione di appuntamenti con partecipanti e modalità differenti: il vertice informale di Miami, le riunioni di Oslo e Helsinki, gli incontri previsti a Berlino il 12 e il 19 novembre. Meloni richiama anche i colloqui tra Russia e Ucraina ad Abu Dhabi, con la mediazione degli Stati Uniti.
La sovrapposizione degli incontri, secondo la premier, sta compromettendo la credibilità europea. “Dando l’immagine di un’Europa che va in ordine sparso, non facciamo altro che l’interesse di chi vuole che questa guerra continui”, ha sostenuto Meloni, giudicando la situazione inaccettabile per le vite umane e la sicurezza europea in gioco.
Il mandato comune e la decisione richiesta entro dicembre
La richiesta non riguarda un incarico italiano nei singoli incontri. “Non sto chiedendo un posto per l’Italia in questo o in quel formato”, ha precisato Meloni, dichiarandosi pronta a rinunciare a qualsiasi incarico negoziale per sé o per il Paese.
Il problema indicato dalla presidente del Consiglio è la possibilità che alcuni Stati assumano impegni destinati a coinvolgere gli altri membri senza un mandato condiviso. «Non siamo disposti ad accettare che si negozino, in assenza di un mandato, impegni che anche la nostra Nazione sarà poi chiamata ad assumere», ha scritto.
Il rischio prospettato a Costa riguarda il peso dell’Unione nel percorso di pace: “In caso contrario, temo che rischiamo di condannare l’Europa all’irrilevanza nel processo negoziale”.
La proposta prevede un confronto con Regno Unito, Norvegia e altri partner europei coinvolti nel processo diplomatico. Meloni chiede di affrontare la questione al prossimo Consiglio europeo informale di Dublino, per arrivare a una decisione definitiva nel Consiglio europeo di dicembre.
