Tinto Brass è morto il 4 novembre 2026, dopo anni di problemi di salute e ripetuti ricoveri. Il regista si era recentemente ripreso dalla setticemia per la quale era stato portato d’urgenza in ospedale a maggio. Negli ultimi mesi, una frana vicino alla sua abitazione romana aveva anche ostacolato l’accesso alle visite mediche di controllo, costringendolo a un isolamento forzato.
La mattina del 4 novembre, secondo quanto riferito, il cineasta avrebbe avuto un’improvvisa crisi cardiaca. Il nuovo malore sarebbe arrivato dopo la ripresa seguita all’infezione che, pochi mesi prima, aveva messo in pericolo la sua vita. Alle complicazioni più recenti si erano aggiunte le conseguenze di un percorso clinico iniziato con l’emorragia cerebrale del 2010.
L’emorragia cerebrale e i successivi ricoveri
Il primo grave episodio risale all’aprile del 2010. Brass era stato colpito da un’improvvisa emorragia cerebrale, che aveva reso necessario il ricovero d’urgenza in terapia intensiva. Il malore aveva cambiato in modo irreversibile la sua quotidianità e lasciato conseguenze importanti sulla memoria, poi recuperata. Da quel momento, i problemi di salute avevano condizionato la vita del regista.
Il quadro clinico si era complicato negli anni successivi con nuovi episodi ischemici, per i quali erano stati necessari altri ingressi in ospedale. Brass era stato portato nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Sant’Andrea di Roma nel 2019. Un altro ricovero era seguito due anni dopo, nel 2021, a causa di un’ischemia cerebrale.
Il regista aveva raccontato personalmente quanto quelle esperienze avessero inciso sul suo modo di vivere le giornate. In un’intervista del 2022 all’edizione veneta del Corriere della Sera, il maestro del cinema erotico aveva descritto il valore assunto dalle cose quotidiane dopo la malattia: “Con la malattia si diventa più attenti e tutto ciò che nel quotidiano appare scontato assume un valore inestimabile”.
