Il Libano non può permettersi di diventare nuovamente il terreno di scontro di una guerra regionale. È il messaggio lanciato dal primo ministro Nawaf Salam, che ha invitato a non coinvolgere il Paese in un nuovo conflitto nel caso in cui le tensioni in Medio Oriente dovessero intensificarsi. Un monito indirizzato chiaramente a Hezbollah, il gruppo sciita sostenuto dall’Iran, già protagonista di due confronti armati con Israele nel giro di pochi anni.
Salam: “Il Libano non deve diventare teatro di conflitti esterni”
Nel suo intervento, Salam ha richiamato l’attenzione sui rischi di una nuova escalation nella regione, ribadendo la necessità di impedire che il Libano venga trascinato in un’altra guerra. Il premier ha definito una simile eventualità un’avventura priva di senso, condotta nell’interesse di potenze esterne e non del Paese. “Di fronte ai rischi di una ripresa del conflitto nella regione, ribadisco il mio monito sui pericoli di coinvolgere il Libano in una nuova, insensata avventura al servizio di interessi esterni”, ha dichiarato. Salam ha poi insistito sul fatto che il territorio libanese non possa tornare a essere utilizzato come scenario di scontri che rispondono a logiche estranee agli interessi nazionali.
Il riferimento a Hezbollah e ai precedenti scontri con Israele
Le parole del primo ministro appaiono rivolte direttamente a Hezbollah, movimento sostenuto da Teheran che negli ultimi anni ha coinvolto il Libano in due guerre contro Israele. L’episodio più recente risale a marzo, quando il gruppo ha attaccato il Paese confinante meridionale per conto dell’Iran. Salam ha ricordato il costo già sostenuto dalla popolazione e dalle istituzioni libanesi, sottolineando che non sarebbe accettabile affrontare nuovamente una situazione simile. “Non possiamo accettare che il Paese torni a essere un teatro per i conflitti altrui”, ha affermato, aggiungendo che il Libano ha già pagato “un prezzo altissimo”.
La responsabilità di decidere su guerra e pace spetta allo Stato
Il premier ha quindi contrapposto la tutela del Paese alla linea della cosiddetta “resistenza” contro Israele rivendicata da Hezbollah. Secondo Salam, la difesa del Libano deve essere considerata una responsabilità nazionale e deve prevalere su qualsiasi interesse diverso da quello collettivo. Il capo del governo ha ribadito che le decisioni relative alla guerra e alla pace non possono essere prese da gruppi o soggetti esterni alle istituzioni. “La decisione sulla guerra e sulla pace spetta esclusivamente allo Stato e alle sue istituzioni costituzionali”, ha dichiarato, richiamando la necessità di mettere al primo posto l’interesse superiore del Paese.
