Il Libano ha abolito la pena di morte, diventando il primo Paese del mondo arabo a eliminare formalmente la condanna capitale dal proprio ordinamento.
Il Parlamento di Beirut ha approvato la riforma martedì 11 agosto, stabilendo che le condanne a morte saranno sostituite con l’ergastolo accompagnato da lavori forzati. A votare contro è stato il blocco parlamentare di Hezbollah.
Una decisione che arriva dopo oltre vent’anni durante i quali la pena capitale era rimasta prevista dalla legge, ma non veniva più concretamente applicata.
Libano, la pena di morte non veniva eseguita dal 2004
L’ultima esecuzione in Libano risale al 19 gennaio 2004, quando furono messe a morte tre persone. Da allora il Paese ha rispettato una moratoria di fatto: i successivi ministri della Giustizia hanno evitato di firmare i decreti necessari per rendere esecutive le condanne.
Questo, però, non aveva impedito ai tribunali di continuare a pronunciare sentenze capitali. Secondo la Lebanese Association for Civil Rights, citata da Human Rights Watch, prima dell’approvazione della nuova legge erano circa 84 i detenuti condannati a morte nelle carceri libanesi.
Il nuovo testo interviene proprio su questa contraddizione: cancella la pena capitale ovunque sia prevista dalla legislazione libanese e modifica il Codice penale, introducendo al suo posto la pena dell’ergastolo con lavori forzati. Il percorso parlamentare era iniziato diversi mesi fa. La commissione per i Diritti umani aveva approvato la proposta già a febbraio, mentre il 9 luglio era arrivato il via libera delle commissioni parlamentari riunite.
Una riforma attesa da anni
Non è il primo tentativo del Libano di eliminare la pena capitale. Già nel 2008 il ministero della Giustizia aveva presentato un progetto di legge per abolirla, senza però riuscire a portare la riforma fino all’approvazione definitiva.Anche questa volta il percorso non è stato immediato. Il 16 luglio il Parlamento avrebbe dovuto discutere il testo, ma durante la seduta era venuto meno il numero legale e il voto era saltato.Meno di un mese dopo è arrivata l’approvazione. Il ministro della Giustizia Adel Nassar ha definito il voto un “passo storico“. Per le organizzazioni per i diritti umani rappresenta soprattutto la trasformazione in legge di una scelta che il Paese applicava, di fatto, da oltre vent’anni: non eseguire più condanne a morte.
