La Guida Suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, ha avvertito che la politica degli Stati Uniti nei confronti di Teheran non cambierà, nonostante la vittoria dei democratici alle elezioni di metà mandato del 3 novembre. “Chi si aspetta un cambiamento nell’atteggiamento di Washington si sbaglia di grosso”, ha dichiarato in un messaggio pubblicato il 4 novembre sul sito ufficiale della Guida Suprema, in occasione della giornata annuale iraniana dedicata alle manifestazioni contro gli Stati Uniti.
Khamenei: “Gli Stati Uniti vogliono la nostra resa”
Secondo quanto riportato da Iran International, la Guida Suprema ha anche messo in guardia il Paese dal fare concessioni a Washington, sostenendo che l’obiettivo degli Stati Uniti sarebbe ottenere la “resa incondizionata” dell’Iran. Qualsiasi compromesso, secondo Khamenei, rischierebbe di incoraggiare ulteriori richieste e nuovi attacchi militari.
Il messaggio contiene anche un avvertimento diretto agli Stati Uniti: “Qualsiasi ripetizione di aggressione assumerà dimensioni ben più ampie”. La Guida Suprema ha quindi ribadito la propria posizione, avvertendo i cittadini che l’ostilità americana nei confronti dell’Iran proseguirà indipendentemente dal partito al potere.
Elezioni Usa, i democratici conquistano Camera e Senato
Le dichiarazioni di Khamenei arrivano all’indomani delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, che hanno visto i democratici conquistare il controllo di entrambe le camere del Congresso, sottraendo ai repubblicani la maggioranza sia alla Camera dei Rappresentanti sia al Senato. Un risultato che riduce i margini di manovra del presidente Donald Trump negli ultimi due anni del suo mandato, soprattutto sul piano legislativo e sulle nomine federali.
Tra i risultati più significativi c’è la vittoria del democratico James Talarico in Texas, dove il partito non conquistava un seggio al Senato dal 1988. In Carolina del Nord è stato eletto l’ex governatore Roy Cooper, mentre in Ohio l’ex senatore Sherrod Brown è riuscito a riconquistare il proprio seggio.
Per approfondire: Talarico conquista il Texas: i democratici tornano al Senato per la prima volta dal 1988
