L’app per gli avvisi di emergenza in Russia ha subito un “massiccio attacco informatico”, secondo il ministero delle Emergenze di Mosca, poche ore dopo un’analoga segnalazione ucraina. Il ministero ha riferito che gli hacker hanno pubblicato “informazioni false” sull’applicazione, progettata per avvertire la popolazione dell’arrivo di droni e di altre minacce.
L’Ucraina aveva segnalato il sospetto di una violazione del proprio sistema di allarme antiaereo: sull’app erano comparsi avvisi infondati di una minaccia di radiazioni. Le segnalazioni degli attacchi informatici sono arrivate in coincidenza con la fine della tregua più lunga della guerra tra i due Paesi, limitata alla regione orientale ucraina di Kherson e terminata ieri.
Le attribuzioni degli attacchi hacker e la fine della tregua
Le posizioni sulle responsabilità degli attacchi informatici sono diverse: Mosca non ha immediatamente indicato chi fosse dietro la violazione della propria applicazione; il Centro ucraino per le comunicazioni strategiche SPRAVDI ha invece attribuito alla Russia la responsabilità dell’intrusione nel sistema ucraino.
Secondo Kiev, la Russia ha rifiutato l’offerta di prorogare il cessate il fuoco. La rara pausa nei combattimenti, mediata da Melania Trump, moglie del presidente degli Stati Uniti, e iniziata lo scorso martedì, ha consentito una missione umanitaria a Oleshky, città occupata dai russi.
“Il cessate il fuoco, in vigore dal 27 ottobre al 1° novembre, è terminato”, ha dichiarato Dmytro Lubinets, commissario per i diritti umani del parlamento ucraino. Lubinets ha definito la tregua temporanea «un passo importante nei nostri sforzi umanitari congiunti» con la Russia.
La ripresa dei colloqui e la richiesta di Patriot
I colloqui mediati dagli Stati Uniti tra Russia e Ucraina riprenderanno questo mese. Erano stati di fatto congelati da quando Stati Uniti e Israele hanno lanciato attacchi congiunti contro l’Iran a febbraio.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che il suo Paese smetterebbe di colpire le raffinerie di petrolio russe, come chiesto dal presidente statunitense Donald Trump, se Washington fornisse a Kiev potenti missili intercettori Patriot.
