ROMA – Due esplosioni nel cuore della notte, a pochi chilometri di distanza, hanno riportato la paura nella periferia est di Roma. Nella notte tra domenica 1 e lunedì 2 novembre, due bombe carta sono esplose negli ingressi di altrettanti edifici tra Casal Bruciato e Tor Bella Monaca. Le deflagrazioni hanno danneggiato portoni, vetrate e alcune abitazioni, svegliando i residenti e provocando momenti di forte apprensione. Non si registrano feriti.
Il primo episodio si è verificato intorno all’una in via di Casal Bruciato 53. L’ordigno, collocato nell’androne di una palazzina, ha provocato la distruzione della vetrata del portone d’ingresso e degli altri vetri presenti nello stabile. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato e i vigili del fuoco, che hanno effettuato le verifiche necessarie sulla struttura.
Circa venti minuti dopo, una seconda esplosione ha interessato via Giacomo Galopini 21, a Tor Bella Monaca. In questo caso la deflagrazione ha danneggiato il portone principale dell’edificio e le porte di due appartamenti al piano terra, investiti dall’onda d’urto.
Due esplosioni in venti minuti: la pista dell’intimidazione
La vicinanza temporale e geografica dei due episodi rappresenta uno degli elementi al centro delle indagini. Gli investigatori stanno cercando di capire se le esplosioni siano riconducibili a un’unica regia e se gli ordigni siano stati utilizzati per intimidire persone specifiche.
Tra gli accertamenti avviati c’è anche il censimento dei residenti degli edifici interessati, insieme alla verifica dell’eventuale presenza di occupanti abusivi. L’obiettivo è individuare possibili destinatari degli attacchi e ricostruire il contesto nel quale sono maturati.
A Tor Bella Monaca i vigili del fuoco hanno effettuato controlli sulla stabilità dell’edificio, dichiarando agibili le abitazioni, sebbene alcune stanze siano state temporaneamente interdette a causa dei danni. Anche a Casal Bruciato sono state avviate le operazioni di messa in sicurezza.
Roma Est e la scia di bombe: 17 episodi in quattro mesi
Le due esplosioni si inseriscono in una sequenza di episodi che negli ultimi mesi ha interessato diversi quartieri della Capitale e l’area di Ciampino. Secondo le ricostruzioni delle cronache, il bilancio è arrivato a circa 17 episodi nell’arco di quattro mesi, con ordigni rudimentali esplosi davanti a condomini, attività commerciali, autorimesse e altri edifici.
Tra le zone coinvolte figurano Tor Bella Monaca, San Basilio, Centocelle, Don Bosco, Alessandrino, Borghesiana e Castelverde. Una geografia che attraversa soprattutto la periferia orientale e meridionale della città, dove diverse esplosioni hanno colpito ingressi di abitazioni e attività economiche.
Tra gli episodi recenti, il 23 ottobre una bomba carta è esplosa davanti a una sala scommesse a Ciampino. Pochi giorni prima, a Castelverde, un ordigno aveva interessato l’area davanti all’abitazione del titolare di un autosalone. Altri attacchi avevano coinvolto garage, concessionarie e attività commerciali.
Le indagini e l’ipotesi dei regolamenti di conti
Tra le piste investigative prese in considerazione c’è quella di possibili regolamenti di conti tra gruppi criminali, anche in relazione al controllo delle attività di spaccio e dei territori. Le esplosioni potrebbero rappresentare strumenti di intimidazione nell’ambito di contrasti tra soggetti o organizzazioni presenti nella zona.
Si tratta, tuttavia, di ipotesi ancora al vaglio degli investigatori. Non è stato accertato che tutti gli episodi registrati negli ultimi mesi siano riconducibili alla stessa organizzazione o a un’unica regia.
La ripetizione degli attacchi ha intanto portato il fenomeno all’attenzione delle istituzioni e del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica in prefettura. Il lavoro degli investigatori prosegue per individuare i responsabili delle ultime esplosioni e verificare eventuali connessioni con gli altri attentati.
A Casal Bruciato e Tor Bella Monaca, intanto, resta la preoccupazione di chi si è ritrovato nel mezzo di una nuova notte di boati e distruzione. Due edifici colpiti, nessun ferito, ma una domanda ancora senza risposta: chi era il vero destinatario delle bombe?
